The Witcher 3, l’annuncio a sorpresa di “Songs of the Past”: terza espansione in arrivo nel 2027
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Avrebbe dovuto essere un annuncio celebrativo durante il REDstreams previsto per domani, un evento comunque legato al decennale di “Blood and Wine”, ma il destino – o forse un semplice errore di configurazione sul RED Launcher – ha voluto che la notizia venisse anticipata. Sta di fatto che CD Projekt RED, ormai da qualche ora, ha ufficialmente messo fine a mesi di indiscrezioni: “The Witcher 3: Wild Hunt” riceverà una terza espansione.
Si intitolerà “Songs of the Past” e rappresenta, a tutti gli effetti, un ritorno sulle scene di Geralt di Rivia in un’avventura completamente inedita, la cui uscita è prevista per il 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, con l’esclusione – pare – delle console della scorsa generazione e di Nintendo Switch.
Uno sviluppo condiviso con Fool’s Theory
Non si tratta di un semplice contenuto minore, ma di un vero e proprio DLC narrativo, il primo dopo ben undici anni dal rilascio di “Blood and Wine”. A svilupparlo non sarà solo il team interno polacco. Lo studio ha infatti stretto una collaborazione con Fool’s Theory, una software house che vanta nelle sue fila diversi veterani già coinvolti nella realizzazione del gioco originale del 2015.
Questa sinergia, che vede Fool’s Theory impegnata anche nel rifacimento del primo “The Witcher”, spiega come sia possibile tornare su un prodotto di tale longevità senza per questo rallentare i lavori sul quarto capitolo numerato della saga. Per il momento, lo studio tiene ancora segreti i dettagli legati alla trama o alla reale durata di questa nuova campagna, promettendo però di svelare maggiori informazioni durante la fine dell’estate del 2026.
Requisiti tecnici aggiornati per il nuovo corso
Accanto all’annuncio dell’espansione, CD Projekt RED ha fornito un aggiornamento che riguarda da vicino gli utenti PC: i requisiti minimi del gioco cambieranno a partire dal prossimo aggiornamento. La scelta, spiegano dalla software house, è necessaria per “garantire prestazioni fluide e compatibilità future” con i nuovi contenuti, che sfrutteranno probabilmente un comparto tecnico più moderno.
Le novità non sono poche e segnano un distacco definitivo da certe configurazioni datate: il sistema operativo minimo diventa Windows 11 (abbandonando di fatto Windows 10, per cui Microsoft cesserà il supporto nel corso del 2025), i dischi meccanici (HDD) lasciano spazio agli SSD, ormai obbligatori per il loadig delle texture, e il gioco funzionerà esclusivamente in DirectX 12. Anche la scheda video richiesta si alza, con una GTX 1660 o una RX 5500 XT corredate da almeno 6 GB di VRAM, mentre la RAM sale a 12 GB.
Un fenomeno che sfida le logiche del mercato
Che un prodotto single-player, lanciato originariamente nel lontano 2015, riceva un’espansione a pagamento a distanza di oltre un decennio rappresenta una rarità assoluta in un settore ormai dominato dai live service e dai continui reboot. “The Witcher 3” continua a godere di ottima salute, forte di un passaparola ininterrotto e di una qualità percepita che lo ha portato a vendere oltre 60 milioni di copie nel mondo.
Con “Songs of the Past”, Geralt tornerà quindi a impugnare le sue spade d’argento e d’acciaio per una nuova fatica, confermando una longevità che pochi altri titoli nella storia del medium possono vantare; per i giocatori, non resta che attendere l’estate per capire se le dimensioni di questa nuova avventura si avvicineranno alla maestosità di “Blood and Wine” o se opteranno per un formato più raccolto, sullo stile di “Hearts of Stone”.




