Pep Guardiola dice sì alla nazionale italiana? La sua disponibilità apre scenari inediti per la figc
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Redazione Sport
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Le voci, inizialmente sussurrate negli ambienti che gravitano attorno al mondo del pallone, hanno assunto i contorni di una notizia destinata a lasciare il segno. Nel giorno stesso in cui ha ufficializzato il suo addio al Manchester City – un addio che, va detto, chiude un decennio costellato da 20 trofei e da una trasformazione epocale del club inglese – Pep Guardiola avrebbe già spostato lo sguardo altrove. Secondo quanto riferito da fonti vicine all’allenatore catalano, riprese dall’agenzia LaPresse, lo spagnolo avrebbe infatti manifestato la propria disponibilità a discutere un eventuale incarico come commissario tecnico della Nazionale italiana. Una disponibilità che, per chi scrive, non può essere liquidata come semplice cortesia verso i corteggiatori di turno, bensì come un’apertura concreta.
Il ritorno in Italia dopo le parentesi di Roma e Brescia
Per Guardiola, che ha costruito la propria leggenda sulla sideline prima al Barcellona e poi al Bayern Monaco oltre che al City, l’ipotesi di guidare l’Italia rappresenterebbe un ritorno a un paese che già conosce bene. Da calciatore, infatti, ha vestito le maglie di Brescia e Roma, esperienze che gli hanno permesso di assorbire il calcio italiano, la sua cultura tattica e le sue peculiarità. Quella che ora si profila all’orizzonte – se la Federazione Italiana Giuoco Calcio decidesse di muoversi con tempismo – non sarebbe quindi l’arrivo di uno straniero qualunque, ma di un uomo che ha già respirato l’aria dei nostri stadi, seppur in un ruolo diverso. Resta da capire, ed è un nodo cruciale, se la FIGC sia disposta a sostenere l’onere economico della sua candidatura.
L’ingaggio da oltre 200 milioni al City: uno scoglio per la FIGC
L’ostacolo principale, come spesso accade quando si nomina Guardiola, è di natura finanziaria. A Manchester, tra stipendi e bonus, il tecnico catalano ha accumulato una ricchezza personale che alcuni tabloid britannici hanno quantificato in oltre 200 milioni di euro lordi percepiti in dieci anni. Una cifra di questo tipo, va da sé, è lontana anni luce dalle possibilità economiche della Federazione italiana, che per un commissario tecnico ha sempre destinato budget largamente inferiori. Tuttavia fonti vicine alla trattativa informale – mai iniziata ufficialmente, ma evidentemente già sondata – non escludono che Guardiola possa essere disposto a rivedere le proprie pretese pur di coronare un progetto tecnico affascinante. In gioco non ci sarebbero solo soldi, ma anche la possibilità di scrivere un’altra pagina di storia. Non è un dettaglio, inoltre, che il marchio Puma, sponsor tecnico della Nazionale e legato contrattualmente a Guardiola, potrebbe in qualche modo favorire l’avvicinamento. Un’operazione simile, se riuscisse, avrebbe un ritorno d’immagine colossale.
Gli onori di Manchester: una statua e una tribuna intitolate al tecnico
Mentre il futuro si fa intrigante e imprevedibile, il presente consegna a Guardiola un addio all’altezza della sua leggenda cittadina. Il Manchester City, con un gesto solenne annunciato proprio nelle ore seguenti all’addio ufficiale, ha reso omaggio al suo ex allenatore con due iniziative destinate a perpetuare il suo ricordo. La Tribuna Nord dell’Etihad Stadium, da poco ristrutturata e ampliata, porterà il nome di ‘Tribuna Pep Guardiola’. Non solo: una statua in bronzo – verrà realizzata nei prossimi mesi – sarà collocata lungo il percorso d’accesso alla stessa tribuna. Lo sceicco Mansour, proprietario del club, ha parlato di un’«impronta indelebile nel DNA del City», sottolineando come Guardiola abbia lasciato il segno più per il modo in cui ha vinto che per i trofei stessi. Un’uscita di scena trionfale, insomma, che però non trattiene il catalano dal guardare già altrove. La Nazionale italiana, in attesa di un nuovo corso dopo le ultime delusioni, potrebbe rivelarsi il suo prossimo, clamoroso banco di prova.




