Mediobanca, si volta pagina con Grilli e Melzi d’Eril. Mps consolida il controllo
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Redazione Economia
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Il 28 ottobre 2025 è destinato a rimanere una data storica per Mediobanca, un giorno che i più attenti osservatori della finanza avrebbero considerato, fino a pochissimo tempo fa, semplicemente impensabile. L’istituto di Piazzetta Cuccia, che per anni ha eseguito la partitura composta da Alberto Nagel e Renato Pagliaro, ha visto ieri l’ingresso di un nuovo direttore d’orchestra, pronto a modificare gli spartiti e a introdurre nuovi strumenti. L’assemblea dei soci ha infatti sancito, in modo inequivocabile, le nozze con Monte dei Paschi di Siena, che ha esercitato la sua influenza per far eleggere Vittorio Grilli alla presidenza e Alberto Melzi d’Eril nella veste di amministratore delegato. Una transizione di potere, questa, che segna un vero e proprio spartiacque per la banca d’affari, la quale si appresta a vivere una fase del tutto inedita sotto la guida dei nuovi vertici, i quali hanno subito manifestato l’intenzione di imprimere una svolta significativa.
Il nuovo corso e il messaggio ai dipendenti
È stato proprio Alberto Melzi d’Eril a coniare quella che può essere considerata la frase simbolo della giornata, indirizzando una lettera ai dipendenti subito dopo la formale nomina. "Scriviamo insieme un nuovo capitolo nella storia della banca", ha affermato l’ad, esprimendo la certezza che questo sarà ricco di importanti successi. Un messaggio, il suo, che va oltre la semplice retorica e delinea la volontà di un nuovo inizio, di una collaborazione stretta con tutto il personale per tracciare una rotta innovativa. Il consiglio d’amministrazione, composto interamente dalla lista presentata da Rocca Salimbeni, rappresenta dunque l’avvio concreto di quella che ormai può definirsi la Mediobanca controllata da Banca Mps, un disegno che trova la sua piena realizzazione dopo un percorso non privo di colpi di scena.
Le mosse parallele di Andrea Orcel
Mentre a Piazzetta Cuccia si consumava questo passaggio generazionale, un altro banchiere d’assalto, Andrea Orcel, metteva a segno una sua mossa significativa. Il capo di Unicredit, infatti, ha progressivamente ridotto le masse affidate al gestore francese Amundi, un movimento che gli analisti interpretano come un tassello del suo più ampio piano finalizzato a dar vita a quelli che lui stesso ha definito "campioni europei". Questa strategia, sebbene distinta dagli avvenimenti di Mediobanca, contribuisce a disegnare un panorama finanziario in forte evoluzione, dove gli assetti consolidati vengono messi in discussione e nuovi equilibri vengono ricercati con determinazione.
La divisione dei ruoli e il futuro assetto
Il progetto che sta prendendo forma, e che dovrebbe trovare piena attuazione entro marzo del 2026, prevede una chiara divisione dei compiti tra le due entità bancarie. A Monte dei Paschi di Siena verrebbe riservato il segmento del retail, che gestirà attraverso Compass, mentre a Mediobanca spetterebbe il mandato di occuparsi principalmente del Corporate. Questa specializzazione, che assegna a ciascuna banca un campo di azione ben preciso, mira a creare sinergie e a massimizzare l’efficienza del gruppo nel suo complesso, delineando un modello di business che punta a ottimizzare le rispettive competenze distintive in vista di una fusione ormai annunciata e che segnerà un ulteriore, decisivo, passo avanti.




