Eurodeputata Rima Hassan in isolamento in Israele, attivisti della Freedom Flotilla trattenuti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan e l’attivista brasiliano Thiago Avila, membri della Freedom Flotilla, sarebbero stati posti in isolamento in strutture carcerarie israeliane separate. A denunciarlo è l’ong Adalah, che rappresenta gran parte degli attivisti a bordo della nave Madleen, intercettata dall’esercito israeliano a circa 100 miglia da Gaza. Il ministero degli Esteri israeliano ha avviato verifiche sulla situazione, mentre il tribunale militare di Ramla ha disposto la custodia cautelare per otto attivisti internazionali, respingendo i ricorsi presentati dai legali di Adalah.

Secondo quanto riportato dall’organizzazione, Hassan – trasferita nel carcere di Neve Tirza – sarebbe stata isolata dopo aver scritto "Free Palestine" sulla parete della cella. "Si trovano lontani dagli altri detenuti, in condizioni che sollevano serie preoccupazioni", ha sottolineato Adalah, senza fornire ulteriori dettagli sulle motivazioni formali dell’isolamento. La parlamentare europea, nota per le sue posizioni pro-palestinesi, faceva parte del gruppo di attivisti che tentava di raggiungere la Striscia di Gaza con aiuti umanitari, quando la nave è stata bloccata dalla marina militare israeliana.

Sergio Toribio, attivista spagnolo rimpatriato da Tel Aviv martedì scorso, ha definito la detenzione "un attacco di Israele all’Europa", respingendo la versione diffusa dalle forze armate israeliane (Idf). "I video pubblicati sono editati – ha affermato –. Se mostrassero le immagini integrali, si vedrebbe che abbiamo rifiutato persino l’acqua". Toribio, rientrato in Spagna con altri tre compagni, ha elogiato la scelta di chi, come Hassan, ha rifiutato il rimpatrio immediato: "Hanno fatto una scelta coraggiosa".

Le autorità israeliane, dal canto loro, sostengono che l’intercettazione sia avvenuta in conformità al blocco navale imposto su Gaza, giustificato da ragioni di sicurezza. Gli attivisti, tuttavia, accusano Israele di aver violato il diritto internazionale agendo in acque extraterritoriali. Il tribunale di Ramla ha stabilito che gli otto fermati rimarranno in custodia almeno fino a venerdì o sabato, quando – secondo fonti vicine agli avvocati – potrebbero essere rilasciati e trasferiti a Ramallah

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