Fibercop: tra relazioni industriali e obiettivi futuri

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La situazione di Fibercop, azienda nata dalle ceneri della ex rete Tim, continua a destare preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda le relazioni industriali. A distanza di oltre sei mesi dalla sua costituzione, l’azienda, che vede alla guida figure già note nel panorama di Tim – tra cui Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato ad interim –, sembra navigare in acque tutt’altro che tranquille. I problemi, già emersi in passato con l’episodio dell’isopensione, non accennano a risolversi, anzi, si aggravano. Alcuni responsabili delle linee operative, infatti, hanno iniziato a diffondere indiscrezioni su una possibile riorganizzazione aziendale, i cui contorni restano volutamente sfumati, alimentando un clima di incertezza tra i dipendenti. Un tam-tam che, seppur non esplicitamente dichiarato, lascia presagire un futuro meno roseo rispetto alle attese.

Nonostante le tensioni interne, Fibercop ha recentemente approvato il budget per il 2025, delineando obiettivi ambiziosi. Il board, riunitosi sotto la guida di Sarmi, ha esaminato i risultati pro-forma per il 2024, anno in cui la società si è definitivamente staccata da Tim, e ha dato il via libera al piano finanziario per il prossimo anno. Tra le priorità, spicca l’intenzione di portare la fibra ottica (Ftth) a oltre 2 milioni di nuove unità immobiliari, un obiettivo che, secondo quanto dichiarato dall’azienda, contribuirà al pieno raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. A questo si affiancheranno investimenti significativi per l’aggiornamento tecnologico della rete backbone e il potenziamento di altre infrastrutture di rete.

I dati preliminari per il 2024, ancora in attesa di revisione contabile, mostrano ricavi pari a circa 3,9 miliardi di euro su base normalizzata e pro-forma. Una cifra che, seppur inferiore alle previsioni di Kkr – il fondo americano che ha rilevato la rete fissa di Tim lo scorso luglio –, rappresenta un punto di partenza solido. Kkr, infatti, prevede un fatturato di 4,2 miliardi entro il 2031, partendo da un valore di 3,9 miliardi nel 2023. La nota ufficiale di Fibercop precisa che il dato esclude Telenergia, confermando così l’allineamento con i piani del fondo d’investimento.

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