Unicredit smentisce esposti alla Procura di Milano sull’affare Mps-Mediobanca

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Unicredit, attraverso un portavoce, ha precisato di non aver presentato alcun esposto alla Procura di Milano in relazione all’inchiesta sul cosiddetto "risiko bancario", né tantomeno riguardo ai ruoli di Delfin – la holding degli eredi Del Vecchio – e del gruppo Caltagirone. La smentita arriva mentre i pm milanesi, coordinati dalla procura guidata da Marcello Viola, approfondiscono le dinamiche che hanno portato all’acquisto del 15% del Monte dei Paschi di Siena da parte di un consorzio di investitori privati.

L’operazione, conclusa a novembre con un esborso complessivo di 1,1 miliardi di euro, ha visto protagonista il ministero dell’Economia, che ha ceduto le quote a Banco Bpm (5%), Anima (3%), Delfin (3,5%) e Francesco Gaetano Caltagirone (3,5%), con Banca Akros – controllata dallo stesso Banco Bpm – nel ruolo di intermediario. Proprio su quest’ultima, il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza ha eseguito un’acquisizione documentale, su richiesta dei magistrati, per verificare l’eventuale esistenza di accordi non trasparenti tra le parti.

Al centro delle indagini, infatti, c’è il sospetto che alcune operazioni di compravendita delle azioni Mps, realizzate attraverso Akros, possano essere state concordate al di fuori delle regole di mercato. Gli inquirenti stanno ricostruendo i passaggi che hanno preceduto l’acquisto del pacchetto, analizzando se vi siano state intese non dichiarate tra i soggetti coinvolti. L’ipotesi, ancora al vaglio, è che alcuni investitori abbiano agito in modo coordinato senza renderlo pubblico, pratica che – se confermata – potrebbe configurare violazioni di norme sulla trasparenza finanziaria.

Banco Bpm, già al centro di un’offerta di acquisizione da parte di Unicredit, è finito nell’occhio del ciclone per il ruolo svolto dalla sua controllata Akros, mentre Delfin e Caltagirone – pur non essendo formalmente indagati – sono parte dell’inchiesta in quanto beneficiari dell’operazione. Il ministero dell’Economia, dal canto suo, aveva definito la cessione del pacchetto Mps "un passaggio strategico per la stabilizzazione del capitale", ma le indagini potrebbero ora riaccendere i riflettori sulle modalità con cui è stata gestita la transazione.

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