Minorenne rapito a San Giorgio a Cremano, il fermato aveva lavorato nell’autolavaggio del padre
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Redazione Interno
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La paura di non rivedere più il proprio figlio, il ricatto immediato, la disperazione di un padre che ha scelto di collaborare con la Polizia senza nascondere la verità. Sono questi i frammenti più crudi del sequestro lampo subito da un quindicenne a San Giorgio a Cremano, nella provincia napoletana, prima della liberazione dopo poche, interminabili ore. L’episodio, che ha scosso la zona, ha portato all’arresto di un 24enne, già noto alla famiglia della vittima per aver lavorato saltuariamente nell’autolavaggio gestito dal padre del ragazzo rapito.
«Gli attimi più difficili sono stati quelli in cui ho smesso di avere la certezza di riabbracciarlo», ha raccontato Giuseppe Maddaluno, con la voce ancora spezzata dall’emozione. La tensione è cresciuta rapidamente quando, dopo la scomparsa del figlio, ha iniziato a ricevere messaggi su WhatsApp con richieste di denaro e l’ordine di allontanarsi dalle forze dell’ordine. «Ho detto chiaramente che ero con la Polizia e che non avrebbero potuto costringermi a fare nulla di illegale», ha spiegato, sottolineando come la scelta di non mentire abbia forse contribuito a evitare il peggio.




