Scontri a Bologna per Fakir: 12 indagati dopo la protesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo con 12 indagati per gli scontri avvenuti durante la protesta del 20 luglio dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il giorno precedente nel rione Pilastro durante un fermo della polizia. Le persone coinvolte sono finite ufficialmente nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli episodi di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Le accuse contestate a vario titolo riguardano resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento.

Gli scontri a Bologna per Fakir sono al centro dell’indagine avviata dalla Procura dopo la manifestazione organizzata il 20 luglio in seguito alla morte del 42enne. L’inchiesta riguarda i disordini registrati nella serata della protesta, durante la quale si sono verificati momenti di confronto tra i partecipanti alla manifestazione e le forze dell’ordine. Il fascicolo è stato aperto ufficialmente e comprende al momento dodici persone indagate per i fatti legati agli scontri.

L’inchiesta della Procura di Bologna sugli scontri del 20 luglio

L’indagine sugli scontri successivi alla morte di Abderrahim Fakir è affidata al pm Stefano Dambruoso. I dodici indagati sono accusati, secondo quanto contestato dalla Procura, di diversi reati collegati agli episodi avvenuti durante la protesta. Le ipotesi di reato indicate sono resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento, contestate con modalità diverse alle persone iscritte nel registro degli indagati.

La vicenda giudiziaria nasce dalla manifestazione del 20 luglio organizzata dopo la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il giorno prima nel quartiere Pilastro durante un fermo di polizia. La Procura di Bologna ha quindi avviato gli accertamenti per ricostruire gli eventi che hanno portato agli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Il procedimento riguarda esclusivamente gli episodi di quella serata e le responsabilità che dovranno essere valutate nell’ambito dell’inchiesta.

Le accuse contestate ai 12 manifestanti indagati

Nel registro degli indagati risultano dodici persone coinvolte negli accertamenti della Procura di Bologna. Le contestazioni comprendono resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento, reati indicati a vario titolo in relazione agli scontri avvenuti durante la protesta. L’iscrizione delle persone indagate rappresenta il passaggio formale con cui l’autorità giudiziaria ha avviato il procedimento per approfondire quanto accaduto.

La Procura ha dunque concentrato l’attenzione sugli episodi verificatisi il 20 luglio, quando la manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir è sfociata negli scontri con le forze dell’ordine. Il fascicolo aperto a Bologna raccoglie le contestazioni nei confronti dei dodici indagati e prosegue con gli accertamenti affidati al pm Stefano Dambruoso. Restano invece in carcere i due cittadini tedeschi fermati dopo i disordini avvenuti in Valle di Susa a seguito delle proteste dei No Tav.

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