Minacce al sindaco Lepore, Paolo Pazzaglia indagato per i video online

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le minacce al sindaco Lepore hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dell’imprenditore Paolo Pazzaglia, coinvolto nell’indagine sulle frasi pubblicate attraverso contenuti video sui social. Tra i venti indagati per minaccia aggravata dal metodo informatico compare infatti anche il nome dell’ex proprietario della discoteca Capannina. Le frasi rivolte al primo cittadino di Bologna, tra cui espressioni con riferimenti a violenza e allontanamento dall’incarico, sono state diffuse online e hanno fatto scattare gli accertamenti sulle responsabilità dei diversi profili coinvolti.

Paolo Pazzaglia ha dichiarato che “risponderanno i miei legali”, dopo essere finito nell’elenco delle persone indagate per i messaggi rivolti a Matteo Lepore. L’imprenditore è conosciuto anche per essere stato lo storico proprietario della Capannina, locale sui colli bolognesi che ha accompagnato tre generazioni di giovani e che è stato al centro di una lunga battaglia giudiziaria con il Comune. La vicenda legata agli spazi abusivi contestati alla proprietà si è conclusa con la demolizione avvenuta nel 2020, dopo un percorso durato circa mezzo secolo.

Le indagini sulle minacce online dopo gli scontri di Bologna

L’inchiesta sulle minacce online rivolte al sindaco Matteo Lepore riguarda almeno venti persone indagate per minaccia aggravata dal metodo informatico. I profili social del primo cittadino erano stati raggiunti da insulti e commenti aggressivi dopo il presidio del 20 luglio convocato dal sindaco in seguito alla morte di Abderrahim Fakir. Gli accertamenti stanno prendendo in esame i contenuti pubblicati e le frasi diffuse attraverso le piattaforme digitali, con l’obiettivo di ricostruire il ruolo dei singoli utenti coinvolti nei messaggi.

Il caso delle minacce a Lepore era stato commentato dallo stesso sindaco durante la trasmissione Omnibus, dove aveva parlato delle intimidazioni ricevute online e dell’assegnazione di una scorta dopo quanto accaduto. Nel procedimento compare anche Paolo Pazzaglia, indicato tra gli indagati per i contenuti ritenuti minacciosi pubblicati sui social. Le dichiarazioni dell’imprenditore fanno riferimento alla volontà di affidare la propria risposta ai legali, mentre l’indagine prosegue per verificare le posizioni delle persone coinvolte.

Il dossier sui commenti e sui messaggi rivolti al sindaco

Parallelamente agli accertamenti sulle minacce, l’avvocato Tommaso Guerini sta preparando un esposto per conto di Matteo Lepore relativo ai commenti e ai messaggi ricevuti online. Nel dossier sarebbero raccolti almeno un centinaio di profili di persone reali ritenuti collegati a possibili episodi di diffamazione. L’obiettivo dell’esposto è fornire una ricostruzione unitaria dei contenuti arrivati sui canali digitali del sindaco, riunendo gli elementi raccolti sulle diverse pubblicazioni.

La vicenda riunisce quindi più aspetti legati all’attività online contro il sindaco di Bologna, dalle indagini per minaccia aggravata dal metodo informatico fino alla raccolta di materiali per un ulteriore esposto. Tra i nomi presenti nel procedimento figura quello di Paolo Pazzaglia, mentre gli investigatori stanno valutando i contenuti pubblicati sui social e le responsabilità dei singoli autori. Le frasi diffuse nei video e nei commenti hanno aperto un percorso di verifica giudiziaria sulle comunicazioni rivolte al primo cittadino.

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