Il sindaco Lepore sotto scorta per le minacce ma non si ferma: "Agenda confermata"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si ferma e non arretra di un millimetro, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, nemmeno davanti alla scorta che da ieri lo accompagna negli spostamenti pubblici e privati. Un agente della Guardia di Finanza, fatto che ha dell'incredibile per un primo cittadino di una città come Bologna, è stato assegnato alla sua sicurezza personale dopo le minacce di morte ricevute via web nei giorni scorsi; eppure, Lepore ha voluto far sapere con chiarezza che non intende modificare l'agenda fitta di impegni che lo attende nei prossimi giorni.

La decisione della Prefettura, maturata in seguito alla denuncia presentata in questura dallo stesso sindaco contro gli autori dei messaggi intimidatori, giunge al culmine di una settimana drammatica per la città, segnata dalla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro e dalle successive polemiche che hanno infiammato il dibattito politico e sociale.

La città divisa e la morte di Fakir

Le cose, a dire il vero, evolvono molto rapidamente nella Bologna di questi giorni arroventati, e la tensione che si respira è palpabile a ogni angolo di strada. La città è stata profondamente turbata dalla morte di Abderrahim Fakir, un uomo di 47 anni originario del Marocco, deceduto lo scorso 20 luglio dopo un intervento della polizia nel quartiere Pilastro, un episodio che ha riacceso antiche ferite e che ha gettato benzina sul fuoco di un malessere sociale già latente.

Poi, come se non bastasse, la città è stata travolta dalle polemiche per gli scontri e le devastazioni di piazza che hanno seguito la commemorazione dell'uomo, con vetrine infrante e cassonetti dati alle fiamme, scene di guerriglia urbana che non si vedevano da tempo. E infine, nel giro di poche ore, Bologna si è divisa, con un’intensità vista poche altre volte nella sua storia recente, proprio sulla figura del sindaco Lepore, accusato da alcuni di leggerezza per aver convocato la piazza che poi è degenerata, e difeso invece da chi ne ha compreso le motivazioni e la volontà di ascolto.

Solidarietà bipartisan e nuovi attacchi

Se è vero, come sottolineano fonti di diversi schieramenti, che la solidarietà al sindaco per le minacce ricevute è stata bipartisan e trasversale, è altrettanto vero che le dichiarazioni di vicinanza arrivate dal centrodestra si sono spesso trasformate in un'occasione per nuovi e mirati attacchi politici. La destra, che ha già raccolto oltre 20.000 firme per le sue dimissioni, non ha perso l'occasione per alimentare ulteriormente il clima di scontro, pur esprimendo formalmente vicinanza alla persona di Lepore, e questo paradosso politico non è sfuggito agli osservatori più attenti.

Neanche le minacce di morte, che hanno reso necessario l'impiego di un agente-ombra per la sua protezione, sono riuscite a stemperare la tensione, e la morte di Fakir e i successivi scontri tra antagonisti e forze dell’ordine continuano a essere un campo di battaglia politica su cui si gioca una partita ben più ampia.

La vicinanza del Partito Democratico, intanto, è stata totale e incondizionata, con i dirigenti nazionali che hanno espresso piena solidarietà al sindaco e sostegno alla sua azione amministrativa, senza però che questo abbia placato le polemiche o fermato le critiche provenienti dall'opposizione.

Minacce online e decisione della Prefettura

La Prefettura di Bologna, come riportano il Corriere della Sera e la Repubblica, ha disposto l'assegnazione della scorta al sindaco Matteo Lepore dopo le minacce di morte ricevute sui social nei giorni scorsi, un provvedimento che secondo le stesse fonti entrerà in pieno regime nei prossimi giorni e che prevede la presenza costante dell'agente della Guardia di Finanza.

La misura di tutela, che rappresenta un fatto eccezionale per un sindaco di un capoluogo di regione, arriva dopo la denuncia presentata dal primo cittadino in questura contro gli autori dei messaggi intimidatori, un atto formale che ha innescato il meccanismo di valutazione del rischio da parte delle autorità competenti.

Lepore, che da ieri viene seguito in tutti gli appuntamenti e spostamenti, sia pubblici che privati, ha però ribadito con fermezza la sua intenzione di continuare a lavorare per la città di Bologna e di portare avanti tutti i suoi impegni previsti in agenda, senza lasciarsi intimorire da chi tenta di colpirlo con la violenza delle parole.

La scelta del primo cittadino, che molti interpretano come un atto di coraggio e determinazione, rappresenta un segnale forte in una città che cerca di ritrovare la sua identità e la sua vocazione al dialogo, messa a dura prova da eventi che hanno scosso le fondamenta della convivenza civile e che richiedono, forse più che mai, responsabilità e senso delle istituzioni.

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