Tensioni nel Mar Rosso: l'Italia sotto la minaccia degli Houthi
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Redazione Interno
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Il vice capo dell’Autorità per i media del movimento Houthi, Nasr al-Din Amer, ha definito "inaccettabile" l’abbattimento di un drone del loro movimento. L'incidente è avvenuto sabato scorso, nello Stretto di Bab al-Mandab, da parte del cacciatorpediniere italiano Caio Duilio.
La reazione degli Houthi
Dagli Houthi arrivano nuove minacce all’Italia dopo l’operazione condotta dal cacciatorpediniere Caio Duilio. Il cacciatorpediniere ha abbattuto un drone lanciato dai guerriglieri yemeniti contro le navi mercantili in transito nel Mar Rosso. "Se intralcia la nostra azione non ci lascia altra scelta", ha dichiarato un portavoce del movimento Houthi.
La posizione italiana
Il capo di Stato maggiore della Marina Militare italiana, Credendino, ha risposto alle minacce dichiarando: "Se attaccati, reagiremo". Questa dichiarazione sottolinea la determinazione dell'Italia a proteggere i propri interessi nel Mar Rosso.
Il contesto più ampio
La tensione nel Mar Rosso si inserisce in un contesto più ampio di instabilità nella regione. Nonostante gli sforzi incessanti per arrivare a un accordo tra Israele e Hamas, il conflitto nella Striscia di Gaza continua a influenzare la situazione. I miliziani yemeniti Houthi, alleati di Hamas nel blocco della "resistenza" contro Israele, hanno rivendicato il lancio di 37 droni e missili contro "un certo numero di cacciatorpedinieri Usa nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden".




