Sioli vola a 2,29 e batte Barshim in casa sua: secondo trionfo in Diamond League per il 20enne azzurro
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Redazione Sport
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Matteo Sioli non si ferma più. Il ventenne azzurro, che aveva già incantato il pubblico del Golden Gala Pietro Mennea a Roma, ha replicato l'impresa anche a Doha, nella settima tappa della Diamond League 2026, regalando all'Italia un'altra serata di grande atletica. Lo ha fatto con una prestazione di straordinario spessore tecnico e nervi d'acciaio, vincendo il salto in alto con la misura di 2,29 metri, in un duello a distanza che si è protratto fino alle battute finali della gara, sotto gli occhi di un pubblico che sognava l'impresa del proprio eroe locale.
A cedere, questa volta, è stato il qatariota Mutaz Barshim, leggenda della specialità e campione olimpico, che ha dovuto inchinarsi al talento cristallino del giovane italiano, chiudendo al secondo posto con 2,27, in quella che era la sua tappa di casa e un palcoscenico ideale per tentare il grande ritorno ai vertici mondiali.
La gara, seguita con il fiato sospeso fino all'ultimo, ha evidenziato la crescita esponenziale del saltatore italiano, capace di gestire la tensione di un confronto diretto con un'avversario del calibro di Barshim, che in carriera ha condiviso l'oro olimpico con Gianmarco Tamberi e vanta una collezione di titoli che lo rende una delle icone viventi di questa disciplina.
Sioli, dal canto suo, ha dimostrato una maturità sorprendente: ha superato tutte le misure con una progressione regolare, superando quota 2,27 al primo tentativo, per poi piazzare il colpo decisivo a 2,29, misura che ha valicato al terzo e ultimo tentativo a disposizione, scatenando l'entusiasmo del proprio angolo di pedana.
Una volta ottenuto il successo e messa in cassaforte la vittoria, il giovane atleta ha poi tentato l'assalto al suo personale di 2,31, fallendo il primo tentativo, ma decidendo saggiamente di rinunciare alle altre due prove per preservare le energie e celebrare un successo che vale doppio, arrivato in casa di un autentico mito dell'alto.
Sfida al campione: Sioli fa suo il duello con Barshim
Lo slogan del meeting di Doha era "From dunes to greatness" e Matteo Sioli ha preso l'invito alla lettera, trasformando l'asticella in un trampolino di lancio verso una carriera che si preannuncia scintillante. Non c'è stato spazio per la trepidazione o per l'emozione, nemmeno quando le telecamere inquadravano il suo volto serio e concentrato: il ragazzo di Ventimiglia ha giocato in casa del leone, affrontando Barshim sul suo stesso rettangolo di gioco e ribaltando i pronostici che davano il qatariota favorito per la tappa casalinga.
Per Sioli si tratta del secondo successo consecutivo nel massimo circuito mondiale, un bis che inizia ad avere il sapore di una consacrazione, considerando l'altissimo livello degli avversari schierati e la difficoltà di confermarsi a distanza di poche settimane da un'altra prestazione di altissimo profilo come quella di Roma.
La sua capacità di non sbagliare mai nei momenti che contano, esaltata da una tecnica pulita e da una progressione nelle misure che ha messo in difficoltà un avversario abituato a vincere, ha rappresentato la chiave di volta di una serata che resterà a lungo negli annali dell'atletica leggera italiana.
Dall'altra parte della pedana, Mutaz Barshim ha dovuto fare i conti con una giornata non perfetta, fermandosi a 2,27 e non riuscendo a replicare le magie che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, pur disputando una gara onesta e di livello davanti al proprio pubblico. Il duello tra i due, che si sono inseguiti misura dopo misura, ha regalato emozioni forti agli appassionati presenti allo stadio, con l'asticella che è salita gradualmente e che ha fatto da spartiacque tra le ambizioni di gloria dell'idolo di casa e la determinazione del giovane leone italiano.
Quando Sioli ha superato i 2,29, la partita era virtualmente chiusa, perché Barshim, pur tentando di rispondere, non è riuscito a eguagliare quella quota, consegnando di fatto la vittoria al portacolori azzurro, che ha potuto così esultare senza remore per un'affermazione che assume un peso specifico notevole in ottica futura, in un'annata che si preannuncia ricca di appuntamenti importanti.
Dosso e Dallavalle: segnali positivi in una serata da incorniciare
Ma la serata di Doha ha regalato sorrisi all'Italia anche nelle altre specialità, con prestazioni di rilievo che fanno ben sperare per il prosieguo della stagione.
Zaynab Dosso ha finalmente ritrovato il suo passo migliore, eguagliando il suo personale nei 100 metri piani con il tempo di 11,01, sebbene la prestazione sia stata spinta da un vento favorevole di 2,5 metri al secondo, che non ha permesso di omologare il tempo come primato ufficiale, ma che ha comunque confermato la crescita della velocista azzurra, apparsa reattiva e in grado di competere ad alti livelli contro le migliori sprinter internazionali.
Una prova di forza e di carattere, quella di Dosso, che si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nel panorama mondiale della velocità, dimostrando che il lavoro svolto in preparazione sta dando i frutti sperati e che la condizione fisica è in costante ascesa, con l'obiettivo di abbassare ulteriormente il limite dei 11 secondi nelle prossime uscite stagionali, magari in un contesto di vento regolare.
Altrettanto confortante è stato l'esordio stagionale di Andy Díaz Hernández, che si è presentato al via del triplo con il nome di Dallavalle, ottenendo un ottimo quarto posto con la misura di 17,19 metri. Un debutto più che positivo per l'azzurro, che ha dovuto vedersela con una concorrenza spietata e di altissimo livello, in una gara che ha visto protagonisti alcuni dei migliori specialisti della disciplina, ma che lo ha visto comunque protagonista con una prestazione solida e di sostanza.
I 17,19 metri rappresentano un biglietto da visita niente male per l'inizio della stagione all'aperto, una base di partenza sulla quale costruire un percorso di crescita che possa portarlo a competere stabilmente per le posizioni che contano nei grandi meeting internazionali, dove il livello medio si è alzato notevolmente e dove ogni centimetro guadagnato può fare la differenza in ottica qualificazione per i campionati mondiali.
El Bakkali e la chiusura con i 3000 siepi
A chiudere il ricco programma della serata di Doha ci hanno pensato i 3000 siepi, con il super campione olimpico e mondiale Soufiane El Bakkali che ha onorato il suo status di favorito, imponendosi con il tempo di 8'09"38, davanti all'etiope Firewu e allo spagnolo Arce. Una gara tattica, condotta con la solita intelligenza dal marocchino, che ha saputo gestire le energie fino al momento decisivo per poi piazzare l'allungo che ha spezzato le gambe degli avversari, confermandosi uno dei dominatori assoluti della specialità a livello planetario. per l'Italia, invece, la serata si chiude con un bilancio più che positivo, fatto di vittorie prestigiose, piazzamenti di rilievo e prestazioni in crescita, che gettano le basi per un'estate di grandi soddisfazioni nel panorama dell'atletica leggera mondiale, in un meeting, quello di Doha, che ha confermato ancora una volta il suo ruolo di palcoscenico privilegiato per gli atleti di ogni nazionalità, pronti a lanciare sfide e a scrivere nuovi capitoli della loro carriera.




