Diamond League, Sioli batte Barshim a Doha e vola in classifica. Dosso e Dallavalle, segnali positivi
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Redazione Sport
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La tappa qatariota della Diamond League, massimo circuito internazionale itinerante dell'atletica leggera, ha regalato più di un motivo di soddisfazione alla spedizione azzurra, confermando lo stato di grazia di alcuni dei suoi protagonisti e offrendo indicazioni confortanti in vista degli impegni futuri.
Se da un lato la vittoria di Matteo Sioli nel salto in alto ha rappresentato il momento più alto della serata, con il ventenne milanese capace di ripetere il successo del Golden Gala di Roma, dall’altro le prestazioni di Zaynab Dosso e Andrea Dallavalle, seppur con esiti diversi sul piano statistico, hanno acceso riflettori importanti su un movimento che cresce e si confronta con i migliori interpreti della scena internazionale.
Sioli, il bis di lusso e il sorpasso su Barshim
Matteo Sioli sta attraversando un momento di forma straordinario che lo sta proiettando prepotentemente tra i protagonisti di questa specialità, e la gara di Doha ne è stata l'ennesima e più brillante conferma. Il salto di 2.29 metri, che gli è valso la vittoria, ha rappresentato un passo in avanti rispetto al 2.28 che gli aveva regalato il trionfo al Golden Gala, e ha assunto un significato particolare per via dell’avversario sconfitto: Mutaz Essa Barshim, leggenda vivente del salto in alto e idolo di casa, che con 2.27 si è dovuto inchinare all’azzurro.
Un successo che, al di là del valore tecnico intrinseco, porta con sé un carico di suggestioni notevole, perché battere un atleta del calibro del qatariota, due volte campione olimpico e tra i più grandi di sempre, sul suo suolo rappresenta un'impresa che accresce la consapevolezza del giovane talento italiano. L’asticella ferma a un centimetro dal personale di 2.
30, che l’estate scorsa gli era valso il titolo europeo under 23, lascia presagire che i margini di miglioramento siano ampi e che la stagione possa riservare ulteriori soddisfazioni a chi, con pazienza e determinazione, sta costruendo la sua ascesa nel panorama mondiale. "Devo avere pazienza, ho quello che serve" è il messaggio che arriva da Sioli, che si presenta come l'erede ideale di un settore, quello del salto in alto, che in Italia può contare su una tradizione illustre e su un presente di assoluto rilievo.
La vetta della classifica di Diamond League conquistata al termine della prova è un ulteriore tassello che certifica la continuità di rendimento, non più un episodio isolato ma un trend in costante crescita.
Dosso, un 11.01 che profuma di futuro
Zaynab Dosso ha confermato la sua crescita costante sulla distanza regina dello sprint, fermando il cronometro a 11.01 secondi e conquistando il secondo posto nella gara dei 100 metri. Un tempo di assoluto valore che, sebbene supportato da un vento a favore di 2,5 metri al secondo, oltre il limite regolamentare di 2.0 per la ratifica delle prestazioni ai fini statistici e dei primati, dimostra come l’azzurra sia in possesso di una velocità di base che la proietta ai vertici della specialità.
La prestazione, al netto della leggera irregolarità del vento, è un segnale inequivocabile del lavoro svolto e della direzione intrapresa, con Dosso che si conferma un'atleta in grado di competere con le migliori sprinter del circuito e di abbassare ulteriormente i propri limiti. La sensazione è che la barriera degli 11 secondi, obiettivo dichiarato e inseguito, sia ormai a portata di mano e che, in condizioni atmosferiche più clementi, l’azzurra possa timbrare un risultato che avrebbe un peso specifico ben diverso nel panorama mondiale.
La progressione è costante e i risultati ottenuti nelle tappe di prestigio del circuito internazionale testimoniano una maturità atletica che va di pari passo con una crescente capacità di gestire la pressione delle grandi occasioni.
Dallavalle, esordio con i 17 metri e il mondiale di Pichardo
Nel salto triplo, Andrea Dallavalle ha fatto il suo esordio stagionale all'aperto con un quarto posto di tutto rispetto, grazie alla misura di 17.19 metri, che gli ha permesso di superare la barriera dei diciassette metri e di iniziare la stagione sulla falsariga delle aspettative.
Un risultato importante, quello del piacentino, che ha potuto confrontarsi con il miglior specialista del momento, il portoghese Pedro Pichardo, il quale ha impresso un ulteriore sigillo alla sua supremazia timbrando la miglior prestazione mondiale stagionale, dimostrando che il livello per puntare al gradino più alto del podio è estremamente elevato.
Dallavalle, che ha parlato di un "assaggio con rincorsa ridotta", ha voluto sottolineare come la sua condizione sia ancora in fase di sviluppo e come il margine per crescere sia ampio, con l'obiettivo di affinare i dettagli e trovare quella continuità che gli permetta di lottare stabilmente per le posizioni di vertice nei grandi appuntamenti internazionali. L'approccio cauto e pragmatico, quello di un atleta che sa di avere gli strumenti per fare bene ma che non vuole forzare i tempi, lascia presagire un proseguo di stagione ricco di soddisfazioni, con la consapevolezza che i 17.
19 rappresentino un punto di partenza solido su cui costruire ulteriori progressi. Il confronto con un fuoriclasse come Pichardo, in questa fase, è un'esperienza preziosa che può solo giovare alla crescita di un atleta che ha dimostrato di poter stare al passo con l'élite mondiale.
Una serata di segnali promettenti per l'Italia
La tappa di Doha ha quindi offerto un quadro complessivo più che positivo per l'atletica italiana, con tre protagonisti che, in discipline differenti, hanno fornito risposte incoraggianti e confermato le aspettative riposte su di loro. Matteo Sioli, con la sua doppietta in Diamond League e la vittoria su un avversario leggendario come Barshim, si è preso la scena, dimostrando che il successo di Roma non è stato un fuoco di paglia ma l'inizio di un percorso che lo vede protagonista a livello mondiale.
La sua capacità di esprimersi ai massimi livelli in gare di tale prestigio, a soli vent'anni, è un patrimonio per il movimento e un motivo di orgoglio per una specialità che in Italia può contare su una scuola di altissimo livello. Zaynab Dosso e Andrea Dallavalle, pur con obiettivi e percorsi diversi, hanno aggiunto ulteriori tasselli al loro percorso di crescita, con la sprinter che si conferma una delle rivelazioni europee e il triplista che getta le basi per una stagione all'insegna della continuità.
La prestazione di Dallavalle, in particolare, assume un rilievo notevole se si considera che si trattava del primo impegno all'aperto, e il fatto di aver già superato i diciassette metri lascia ben sperare per il prosieguo di una stagione che lo vedrà protagonista nei grandi meeting internazionali.
In definitiva, la serata qatariota ha restituito l'immagine di un movimento italiano in salute, capace di misurarsi con i migliori interpreti del panorama mondiale e di tornare a casa con risultati e consapevolezza, elementi fondamentali per affrontare con ambizione i prossimi appuntamenti del circuito.




