Sir Sicoma Monini Perugia, un dominio senza fine: il terzo mondiale per club è realtà
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Redazione Sport
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Nella notte brasiliana di Belem, mentre in Italia la domenica era già trascorsa, il pallone schiacciato da Simone Giannelli ha sigillato, con l’autorità di un capitano e la freddezza di un campione, un risultato che ormai sembra scritto nel destino di questa squadra. La Sir Sicoma Monini Perugia, superando in tre set netti i giapponesi dell’Osaka Bluteon, ha issato al cielo per la terza volta il trofeo di campione del mondo per club, un traguardo che consolida, senza ombra di dubbio, una dinastia nel panorama pallavolistico globale. Un percorso, quello dei Block Devils, iniziato nella fase a gironi e proseguito senza intoppi, anzi con una progressione di forza che ha schiacciato ogni resistenza, compresa quella dei campioni in carica del Sada Cruzeiro, travolti in semifinale con lo stesso punteggio perentorio.
Il cammino trionfale e la regia di Lorenzetti
Quella che si è dipanata sul campo è stata l’espressione di una superiorità tanto tecnica quanto mentale, frutto di un progetto, guidato dalla mente di Angelo Lorenzetti, che ha trasformato l’entusiasmo in metodo e la qualità in risultati concreti. La finale, attesa dopo il lunghissimo e estenuante tie-break della prima fase contro gli stessi nipponici, si è risolta invece in una dimostrazione di potenza e controllo, chiudendo il primo parziale 25-20 e gestendo poi il seguito dell’incontro senza concedere appigli. Un trionfo che rappresenta il settimo, su nove competizioni disputate sotto la guida dell’allenatore, portato a casa in finale, numeri da cannibalismo sportivo che parlano di una squadra non solo vincente ma costantemente famelica.
Un mosaico di individualità al servizio del collettivo
A brillare, in una cornice già di per sé scintillante, è stata la costellazione di giocatori che compongono questo gruppo. Simone Giannelli, eletto miglior giocatore della finale, ha imbevuto di classe e visione di gioco ogni azione, distribuendo quel gioco che gli avversari faticavano a decifrare. Accanto a lui, le prestazioni di Kamil Semeniuk e di Wassim Ben Tara hanno fornito punta e potenza, completando un mosaico offensivo pressoché inarrestabile. Sono loro, insieme a tutti gli altri, ad aver scritto questa pagina, che si aggiunge a quelle già pregne della storia del club, fondando una gloriosa tradizione in un arco di tempo sorprendentemente breve.
Il significato di un’egemonia che non conosce pause
Questo terzo Titolo mondiale, arrivato a distanza di pochi anni dai precedenti, non è un punto di arrivo ma piuttosto un altro sigillo su un’era. Dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la solidità di un’organizzazione e la profondità di un vivaio di talenti capaci di rigenerarsi e di mantenere altissimi standard. La pallavolo italiana, dopo il successo femminile di Scandicci, torna dunque a celebrare ai massimi livelli, con Perugia che incarna ormai un modello di eccellenza e continuità. La notte di Belem, con il suo epilogo gioioso, non chiude un ciclo ma ne conferma uno, lasciando intendere che la storia di questa squadra è destinata a essere raccontata ancora per molto.




