La sfida spaziale di Bezos a Musk sull'internet satellitare
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Circa sette anni dopo aver annunciato l’ambizioso progetto di costruire “la rete di comunicazioni satellitari più avanzata mai costruita”, Amazon sta finalmente trasformando quella visione in realtà, abbandonando la denominazione in codice “Project Kuiper” per il brand commerciale Amazon Leo. Questo servizio, che punta a creare una fitta costellazione di satelliti in orbita bassa terrestre, rappresenta una delle scommesse più audaci del colosso di Jeff Bezos, il quale, non a caso, ha scelto di lanciare la sfida al suo storico rivale, Elon Musk, proprio mentre il razzo New Glenn della sua compagnia spaziale, Blue Origin, celebrava il suo primo volo di successo. Una convergenza di eventi che delinea con chiarezza una strategia articolata e multi-livello, la quale, sebbene parta da una posizione di svantaggio numerico, dimostra una volontà ferrea di competere in un mercato che promette di rivoluzionare l’accesso al web a livello globale.
I primi passi della costellazione Leo
Il dispiegamento della flotta satellitare, un processo lungo e delicato, ha avuto il suo battesimo ufficiale nell’aprile 2025, quando i primi ventisette dispositivi sono stati inviati nella loro orbita operativa. Se da un lato si tratta di numeri ancora lontani da quelli della concorrenza, che vanta una costellazione già ampia e operativa da tempo, dall’altro segnano l’inizio tangibile di un’impresa tecnologica di enorme portata. L’obiettivo dichiarato, che va ben oltre la semplice connettività terrestre e abbraccia visioni future di espansione verso la Luna e Marte, richiederà il lancio di oltre tremiladuecento unità, delle quali circa centocinquanta sono già attive e pienamente funzionanti, gettando le basi per un’infrastruttura che ambisce a coprire anche le zone più remote del pianeta.
Una rivalità che travalica i business
La competizione tra i due imprenditori, che qualcuno ama definire “rocket men”, non si limita infatti ai soli portafogli o alle performance in Borsa, ma si estende in una dimensione personale e ideologica, come è emerso in modo plateale durante i festeggiamenti per un compleanno di una nota personalità dello spettacolo. In quell’occasione, ospitata nella lussuosa residenza di Bezos e della compagna, la mancata presenza di Musk è stata commentata con un laconico “Elon non è stato invitato. Punto.”, una frase che, al di là della cronaca mondana, sembra sintetizzare la natura della loro contrapposizione. Una rivalità che, partita dal commercio elettronico e dall’automotive, ha ormai trovato il suo campo di battaglia definitivo nello spazio, dove le rispettive ambizioni si scontrano sulla conquista di un settore strategico come le telecomunicazioni orbitali.
Il confronto tecnico con Starlink
Sebbene Amazon Leo debba ancora colmare un divario significativo in termini di satelliti operativi, la sua architettura promette di introdurre innovazioni significative, puntando su una rete avanzata che possa competere, sul piano qualitativo, con l’offerta di Starlink. La sfida, che si giocherà non solo sul numero di dispositivi in orbita ma anche sull’efficienza dei terminali a terra e sulla latenza del segnale, è appena iniziata, con Bezos che ha deciso di affrontarla a viso aperto, presentando un servizio autonomo e diretto a un pubblico globale. Il mercato dell’internet satellitare, fino a oggi dominato da un solo attore principale, si appresta così a vivere una fase di competizione inedita, i cui effetti potranno essere valutati solo al termine del complesso processo di dispiegamento della costellazione.




