Bagnaia e la crisi tecnica: la luce di Motegi si spegne in Indonesia
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Redazione Sport
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Le dichiarazioni di Alessio Salucci, team director della VR46, hanno gettato un cono d'ombra sulla gestione tecnica di Pecco Bagnaia in un momento già delicatissimo per il campione del mondo. Salucci, le cui parole hanno sollevato un polverone che ancora non si placa, ha rivelato come, durante i test di Misano, la sua squadra abbia prestato alla scuderia ufficiale Ducati una delle moto in dotazione a Franco Morbidelli, la GP24, per permettere a Bagnaia di compiere alcune tornate e ritrovare una sensazione che evidentemente andava scomparendo.
L'illusione effimera del successo in Giappone
Quel tentativo, che sembrò dare i suoi frutti durante il trionfale weekend di Motegi, si è rivelato però un'illusione effimera. A Mandalika, nonostante il pilota torinese continui a utilizzare una Desmosedici che presenta forti ispirazioni all'ultimo modello, tutti i problemi tecnici e di feeling che lo avevano tormentato prima del Gran Premio di San Marino sono drammaticamente riemersi, spazzando via le certezze faticosamente costruite in Giappone. La doppietta giapponese, insomma, appare sempre più come un fuoco di paglia in un panorama di difficoltà che si fanno, di gara in gara, più profonde e inspiegabili.
Il punto più basso toccato in Indonesia
La crisi indonesiana ha toccato apici di intensità preoccupanti, con una Sprint Race conclusa in ultima posizione e una caduta durante il Gran Premio avvenuta mentre Bagnaia stazionava in fondo allo schieramento. Una doppia prestazione, questa, che ha certificato senza appello le enormi difficoltà incontrate sul circuito asiatico e che ha spinto il team manager Davide Tardozzi a parlare di un pilota "devastato come persona", sottolineando, al contempo, la fiducia incrollabile che la casa di Borgo Panigale ripone in lui. Una fiducia che viene messa a dura prova da statistiche che parlano chiaro: per la prima volta dal lontano 2022, nessun pilota del team ufficiale Ducati ha visto la bandiera a scacchi.
Un campione in lotta con se stesso
L'immagine di un Bagnaia che, dopo la gara, ammette di non avere risposte per giustificare un divario di un secondo e mezzo dai migliori e che, per la seconda volta in tre appuntamenti, sceglie di non presentarsi agli impegni con la stampa, delinea il ritratto di un campione in piena lotta con se stesso. Tardozzi ha giustificato questa assenza spiegando la volontà di "proteggere lui e le sue emozioni", in un silenzio che, in queste circostanze, risuona più eloquente di qualsiasi dichiarazione.
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