Il Giappone chiama, la Formula 1 risponde: Suzuka accende la creatività dei team tra Godzilla, lupi e ciliegi
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Redazione Sport
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Sarà un fine settimana, quello del Gran Premio del Giappone in programma sul tracciato di Suzuka, a fare da vetrina a una delle tendenze più affascinanti degli ultimi anni nel circus della Formula 1: la livrea speciale. Se è vero che la stagione 2026 è appena agli albori, con sole due tappe all’attivo tra Australia e Cina, il terzo appuntamento del calendario sta già segnando un punto di svolta estetico. Tre scuderie, nello specifico, hanno deciso di abbandonare le rispettive colorazioni standard per abbracciare – ognuna a suo modo – la cultura, l’immaginario e le suggestioni del Sol Levante, trasformando le monoposto in vere e proprie tele d’autore.
Haas, un accordo storico con Toho e il ruggito del Re dei Mostri
Il colpo di scena più significativo arriva dalla Haas, che ha ufficializzato una partnership senza precedenti con Toho, la celebre casa di produzione giapponese a cui si deve la nascita di Godzilla. Non si tratta di una semplice operazione di marketing legata a un singolo weekend, bensì di una collaborazione destinata a durare per l’intera stagione, la prima nella storia del team americano con un marchio legato al mondo dell’intrattenimento. La monoposto VF-26, che già vanta i colori sociali del team – rosso, nero e bianco –, si arricchisce ora della sagoma imponente del “Re dei Mostri”, il gigantesco rettile preistorico la cui iconografia è indissolubilmente legata al Giappone e alla sua cinematografia. La presentazione, avvenuta a Tokyo alla presenza dei piloti Esteban Ocon e Oliver Bearman, ha sottolineato l’importanza di questo legame per la squadra guidata da Ayao Komatsu, che a Suzuka si troverà a correre di fatto su un doppio fronte “casalingo”: da un lato il legame con il team principal giapponese, dall’altro il rafforzamento dei rapporti con Toyota Gazoo Racing, title partner e cuore pulsante della nuova era tecnica della squadra. L’operazione, nata quasi per gioco da un’idea del proprietario Gene Haas, ha preso forma concretamente nel corso dei mesi, fino a culminare in un evento che ha visto la partecipazione diretta del Chief Godzilla Officer di Toho, a testimonianza di come il confine tra sport e cultura pop sia oggi più permeabile che mai.
Racing Bulls, l’estetica nipponica tra calligrafia e raduni urbani
La scuderia di Faenza, Racing Bulls, ha scelto una strada diversa ma altrettanto immersa nella tradizione giapponese. Il team ha infatti presentato una livrea speciale per Suzuka che si discosta nettamente dalla consueta veste grafica, adottando una combinazione cromatica bianca e rossa ispirata non solo ai fiori di ciliegio – simbolo universale della cultura nipponica – ma anche alla nuova lattina Red Bull Spring Edition. La presentazione è avvenuta in una cornice suggestiva e inedita per il mondo della F1: il Red Bull Tokyo Drift, un raduno notturno che ha riunito oltre 500 vetture elaborate, tra drift e DJ set, a conferma di come il team stia cercando di intercettare il pubblico più giovane e appassionato di car culture. A rendere ancora più preziosa l’opera, la collaborazione con la calligrafa giapponese Bisen Aoyagi, che ha impresso con le sue pennellate un movimento fluido sulla carrozzeria della VCARB-03. Liam Lawson e l’esordiente Arvid Lindblad porteranno in pista questo tributo artistico, che si completa con tute e merchandising dedicati, capaci di riflettere la stessa cura per il dettaglio e la volontà di celebrare la velocità come forma d’arte effimera.
Mercedes, la Bestia si risveglia nell’ala anteriore delle W17
A completare il trittico di innovazioni estetiche ci pensa la Mercedes, che ha svelato nella giornata di oggi la sua interpretazione del tema giapponese. A differenza delle rivali, il team di Toto Wolff ha concentrato l’intervento grafico su un elemento specifico della W17: l’ala anteriore. Abbandonando momentaneamente il rigore cromatico argento e nero, la scuderia anglo-tedesca ha integrato sulla parte frontale della monoposto un’opera che raffigura lo sguardo penetrante di un lupo, accompagnato dallo slogan “unleashing the beast”. Un dettaglio che, pur nella sua limitatezza spaziale rispetto alla carrozzeria intera, rappresenta un omaggio importante al pubblico nipponico e alla sua capacità di ispirare design sempre più audaci. Sebbene alcune prime ricostruzioni avessero ipotizzato il richiamo alla civetta, simbolo di saggezza e protezione nella cultura locale, la versione definitiva presentata dalla squadra di Brackley conferma la scelta del lupo, forse a indicare la volontà di mantenere un’identità aggressiva e dominante dopo il doppio successo nelle prime due uscite stagionali. George Russell e Kimi Antonelli, attualmente in vetta alla classifica piloti e costruttori, avranno dunque tra le mani una vettura dal look rinnovato, pronta ad affrontare le insidiose curve del tracciato giapponese.




