In Puglia, con la Banca delle terre, in vendita 1019 ettari per giovani agricoltori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Oltre mille ettari di campagna pugliese, un patrimonio fondiario che si distende tra oliveti, vigneti e seminativi, attendono di essere riscattati dall’abbandono e di tornare a produrre ricchezza. È questa l’opportunità, concreta e significativa, offerta dall’ottava edizione della Banca Nazionale delle Terre Agricole, lo strumento attraverso il quale ISMEA rimette in circolo i terreni di sua proprietà, ampliando le possibilità di investimento in un settore, come quello agricolo, che nella regione manifesta una vivace spinta all’innovazione. Un’iniziativa, questa, che si allinea perfettamente alle direttive del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con l’obiettivo primario di restituire la terra a chi ha la volontà e la passione per coltivarla, contrastando così, in maniera tangibile, il fenomeno dello spopolamento delle campagne e della fuga di cervelli.

I numeri pugliesi dell’iniziativa

Come sottolineato da Coldiretti Puglia, la regione conta complessivamente 1019 ettari messi a bando, distribuiti in 33 fondi distinti. Di questi, settennove, per una superficie complessiva di 335,03 ettari, sono concentrati specificatamente nella provincia Barletta-Andria-Trani, un’area storicamente vocata a produzioni di eccellenza. Si tratta di appezzamenti che, sebbene in alcuni casi possano versare in condizioni di non completa efficienza, rappresentano la base materiale per dar vita a progetti imprenditoriali solidi, fondati su idee green e su una visione moderna del lavoro nei campi. La possibilità di acquistare questi terreni, infatti, è concepita proprio per agevolare l’ingresso delle giovani generazioni in agricoltura, favorendo quel ricambio generazionale che è vitale per il futuro del settore primario.

Il quadro nazionale del bando

La dimensione dell’operazione, del resto, assume contorni importanti su scala nazionale, con un’asta che interessa ben oltre 14.000 ettari sparsi lungo l’intera penisola. Questa vasta superficie, che corrisponde all’incirca a 571 potenziali aziende agricole, ha una base d’asta complessiva che supera la cifra di 180 milioni di euro, un investimento cospicuo che dimostra l’impegno delle istituzioni nel voler sostenere una rinascita del comparto. La Banca delle Terre si configura, quindi, non come una mera vendita di beni immobili, bensì come una politica attiva per la valorizzazione di un patrimonio collettivo, spesso acquisito in passato, che altrimenti rischierebbe di andare perduto o di non esprimere il proprio potenziale.

Uno sguardo alle procedure e agli obiettivi

Il meccanismo, che prevede l’aggiudicazione attraverso procedure d’asta, è stato studiato per garantire trasparenza e pari opportunità tra tutti i soggetti interessati, dai singoli aspiranti agricoltori a realtà associative più strutturate. L’attenzione prioritaria rimane focalizzata sui giovani, ai quali vengono riservate condizioni agevolate, riconoscendo in loro la forza propulsiva necessaria per introdurre nuove tecniche di coltivazione, per sperimentare colture alternative e per aprire le aziende a modelli di business multifunzionali. In Puglia, dove la tradizione agricola si intreccia con la necessità di guardare avanti, l’accesso alla terra diventa il primo, indispensabile passo per costruire un’economia sostenibile e radicata nel territorio, contrastando il degrado e creando prospettive occupazionali concrete.

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