Il primo maggio tra piazze e polemiche: a Marghera il palco unitario dei sindacati per il “lavoro dignitoso”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante il tempo che passa, e sebbene dal lontano 1890 questa data rappresenti un simbolo sacro per il movimento operaio, la Festa dei Lavoratori di quest’anno ha riportato prepotentemente al centro dell’agenda politica il tema della sicurezza e della dignità salariale. A partire dalle 10 del mattino, a Marghera, la storica roccaforte industriale della terraferma veneziana, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri – hanno condiviso lo stesso palco dopo lo “strappo” dello scorso anno, quando avevano scelto celebrazioni separate. L’evento principale – che per la questura ha raccolto circa 4mila persone – ha offerto una panoramica delle piaghe che affliggono il mercato del lavoro italiano, dalle morti bianche al lavoro povero, passando per l’impatto dell’intelligenza artificiale.

La sicurezza sul lavoro e la svolta retorica della premier

Dalle piazze italiane, da Bologna a Nocera Inferiore, è arrivato un coro unanime di denuncia contro la scia di infortuni che hanno segnato i primi mesi dell’anno. Ivana Veronese, intervenuta durante il corteo di Bergamo organizzato dalla Uil, ha legittimamente attribuito la radice del lavoro povero a fattori come il dumping contrattuale e la tolleranza verso i contratti “pirata”, spiegando come questi fenomeni abbassino il valore della prestazione nella competizione tra aziende. Intanto, intervenendo con un post sui social in occasione della ricorrenza, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – che risiede a Palazzo Chigi ormai da tempo – ha rivendicato le misure adottate dal suo esecutivo, sostenendo che le risorse pubbliche debbano essere destinate a chi rispetta i lavoratori, “non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata”. Una dichiarazione, la sua, che ha fatto da contraltare alle critiche aspre di chi, nei cortei, vede ancora troppa distanza tra gli annunci e la realtà dei cantieri.

Il palco di Marghera: lacrime e rivendicazioni

La manifestazione nella città metropolitana di Venezia ha assunto i toni toccanti della testimonianza diretta. Prima dell’inizio dei comizi dei tre segretari, è stato dato spazio al ricordo delle vittime della fatica, in un contesto in cui – come ha ricordato poco prima il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita alla Piaggio di Pontedera – le cronache restituiscono “pressoché quotidianamente” notizie di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati. Sul palco, Landini non ha usato mezzi termini nel definire il fenomeno degli infortuni come una sconfitta collettiva, sottolineando che l’Italia registra un tasso di mortalità superiore alla media europea a causa di una legislazione che spesso premia l’improvvisazione. A fargli eco, il segretario della Uil Bombardieri ha duro parole contro i subappalti selvaggi, mentre Daniela Fumarola ha puntato l’attenzione sul caso concreto di Marghera, dove 37 dipendenti sono stati lasciati a casa per la decisione di un algoritmo, un incidente che secondo lei dimostra come l’innovazione, se non governata, rischi di aumentare le disuguaglianze.

Giovani, salari e lo spettro dell’intelligenza artificiale

Al di là delle tradizionali rivendicazioni sulla sanità e sulla pace – Landini ha ribadito che “le risorse non vanno spese per le armi” – il dibattito si è concentrato sulla necessità di aggiornare i contratti nazionali per far fronte all’inflazione. Molti giovani presenti, sventolando bandiere, hanno manifestato contro la precarietà, un tema che Cgil, Cisl e Uil hanno inserito come priorità nell’agenda negoziale con il governo. Veronese, dalla manifestazione di Bergamo, aveva anticipato i toni della giornata parlando di una “linea precisa” per contrastare il lavoro povero. Dal canto suo, la segretaria della Cisl ha osservato come, senza un trattamento economico complessivo che garantisca tutele reali, il Paese non possa crescere. La questione dell’intelligenza artificiale – temuta come sostitutiva dell’umano – ha chiuso il cerchio degli interventi, con i sindacati che chiedono regole per evitare che la digitalizzazione diventi una nuova gabbia di sfruttamento anziché un’opportunità di sviluppo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.