Daniele Santarelli re d’Europa: da Foligno al trionfo con la Turchia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Daniele Santarelli è di nuovo campione d’Europa con la Turchia, vincitrice al tie-break contro l’Italia nella finale giocata davanti alla bolgia della Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul. Per il tecnico folignate è un altro successo in una carriera che lo ha portato dai primi palloni giocati a Foligno fino ai vertici della pallavolo mondiale, trasformandolo in uno degli allenatori più vincenti del volley femminile. Il contrasto tra le origini e il presente racconta bene il percorso: all’inizio non c’erano 17mila spettatori, campionesse come Vargas ed Egonu o un titolo europeo da conquistare, ma gli amici, un campo e una passione destinata a diventare una professione vissuta ai massimi livelli.

Dagli inizi a Foligno al successo europeo con la Turchia

La storia di Daniele Santarelli parte dunque molto prima della finale contro l’Italia e conserva un legame preciso con Foligno e con Sportella Marini. È da quel contesto che prende forma un percorso arrivato fino a Istanbul, dove il tecnico ha guidato la Nazionale turca al successo europeo dopo una partita decisa soltanto al tie-break. Una vittoria che lo conferma tra i protagonisti assoluti della pallavolo internazionale e che aggiunge un nuovo capitolo a quello che lo stesso Santarelli definisce un «viaggio magico». Il tecnico non considera il trionfo un punto di arrivo, ma un’altra tappa di un’avventura che vuole continuare a vivere al top, mantenendo quella continuità di lavoro che ha accompagnato la sua crescita.

La dimensione pubblica è quella del «Re Mida» del volley femminile, l’allenatore capace di trasformare in successi il lavoro costruito sul taraflex. Fuori dal campo, però, il ritratto che emerge è quello di un grande professionista e di un lavoratore instancabile, lontano dall’immagine costruita soltanto attraverso trofei e finali. Il nuovo oro europeo ottenuto con la Turchia rende ancora più evidente la distanza percorsa dal primo campo di Foligno alla Sinan Erdem Sports Hall, dove la sfida contro l’Italia ha messo Santarelli di fronte anche a una delle Nazionali simbolo del volley internazionale. Proprio il successo sugli azzurri ha rafforzato l’immagine del tecnico folignate come avversario diretto dell’Italia guidata da Velasco.

Il riconoscimento di Conegliano e il lavoro dietro il trionfo

Il risultato ottenuto da Santarelli ha trovato riconoscimento anche nell’ambiente della Prosecco doc A. Carraro. Pietro Maschio, co-presidente del club, ha sottolineato il lavoro eccezionale svolto dall’allenatore, inserendo il suo successo nel quadro di un Europeo che ha visto protagoniste anche diverse atlete legate a Conegliano. Maschio ha ricordato la prova di Fahr e ha definito «magico» l’Europeo di Haak, mentre per i colori azzurri il torneo si è chiuso con l’amarezza della sconfitta in finale contro la Turchia. Al centro resta però la vittoria di Santarelli, descritto come un coach ormai stabilmente collocato a livello mondiale grazie a un percorso costruito attraverso risultati e continuità.

Dietro il successo della Nazionale turca c’è anche un lavoro meno visibile, affidato a figure specializzate come Marco Greco. Tarantino di nascita e vicentino d’adozione, Greco ricopre il ruolo di scout man e si occupa dell’analisi statistica: durante la settimana studia le avversarie, individuandone punti di forza e debolezze, mentre nel corso delle partite raccoglie e rielabora i dati per fornire all’allenatore elementi utili a intervenire sulle difficoltà. Il legame con Vicenza riguarda anche lo stesso Santarelli, che al palasport di via Goldoni ha giocato e conosciuto la futura moglie Monica De Gennaro. Il titolo europeo della Turchia nasce così anche da un gruppo di lavoro nel quale preparazione tecnica, analisi e conoscenza degli avversari accompagnano le scelte compiute in campo.

La finale contro l’Italia e un nuovo capitolo del «viaggio magico»

La vittoria al tie-break contro l’Italia rappresenta quindi uno dei passaggi più significativi del cammino recente di Daniele Santarelli. Da una parte c’è il peso sportivo di una finale europea conquistata in un palazzetto gremito a Istanbul, dall’altra una storia personale iniziata in un ambiente completamente diverso, senza grandi arene e senza le stelle che oggi animano il volley internazionale. È proprio questa distanza a rendere riconoscibile il percorso del tecnico folignate: dalla passione coltivata con gli amici alla guida della Turchia campione d’Europa, passando attraverso anni di lavoro che gli hanno consegnato una reputazione mondiale. Santarelli continua a descrivere questa esperienza come un viaggio da vivere al massimo livello, mentre l’oro ottenuto contro l’Italia aggiunge un’altra tappa a una carriera già segnata da numerosi successi.

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