Dune - Parte Tre, il peso del potere e le prime immagini del capitolo finale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il deserto di Arrakis torna a chiamare, ma l’eco che rimanda non è più quello della ribellione o della promessa di un mondo nuovo, bensì il fragore sordo di una guerra santa che ormai devasta l’universo conosciuto. La Warner Bros. ha finalmente aperto le danze della campagna promozionale per Dune - Parte Tre, diffondendo il primo teaser trailer ufficiale di quello che si preannuncia come il capitolo conclusivo della monumentale trilogia firmata da Denis Villeneuve. L’appuntamento con il pubblico globale è fissato per il 18 dicembre di quest'anno, e le prime immagini, caricate sui canali ufficiali dello studio, restituiscono immediatamente la portata epica e al contempo intima di un racconto che, ispirandosi al romanzo Messia di Dune di Frank Herbert, compie un salto temporale di ben diciassette anni rispetto agli eventi che avevano chiuso la seconda parte.
Un imperatore solo di fronte alla sua guerra
Il film, che vede il ritorno di Timothée Chalamet nei panni di Paul Atreides, ci mostra un imperatore profondamente cambiato. Non più il giovane duca in fuga, né il condottiero appena incoronato dopo la sconfitta degli Harkonnen: Paul è ora l’Imperatore dell’Universo Conosciuto, ma il suo trono, come emerge con chiarezza dalle sequenze del trailer, poggia su fondamenta di cenere e fanatismo. La sua ascesa, profetizzata e temuta, ha scatenato una guerra intergalattica che, nelle parole del regista e come si evince dalle immagini di battaglie su mondi che sembrano richiamare antiche civiltà feudali orientali, sta causando la morte di miliardi di persone. Il peso di questo olocausto, che Paul non aveva voluto ma che il suo mito ha inevitabilmente generato, sembra aver inciso un solco profondo sul suo volto, e la frase che pronuncia nel trailer — “Non ho paura di morire, ma non devo morire adesso” — riecheggia come un monito e insieme come il riconoscimento di un destino dal quale non può più sottrarsi, intrappolato com’è nella macchina bellica e religiosa che lui stesso ha contribuito a creare.
Il prezzo dell'amore e il ritorno dei volti noti
Il teaser, della durata di poco più di un minuto e mezzo, si apre con una scelta narrativa che gioca sul contrasto: un momento di intima dolcezza tra Paul e Chani, interpretata da una Zendaya il cui sguardo sembra aver perso la luce della complice ribellione che aveva caratterizzato il loro rapporto nel film precedente. La giovane donna Fremen, che aveva abbandonato Paul alla fine di Dune - Parte Due proprio per il suo matrimonio politico con la principessa Irulan (Florence Pugh), appare in queste prime inquadrature in una dimensione più domestica ma carica di presagio, quando chiede a Paul come chiameranno una figlia e suggerisce per un figlio il nome di Leto, in onore del nonno. Un dialogo, questo, che introduce inevitabilmente la discendenza degli Atreides, i gemelli Leto II e Ghanima, i cui ruoli, a giudicare dalla rapidità delle immagini, saranno centrali nel nuovo equilibrio di potere. Accanto a loro, il cast si arricchisce di ritorni pesanti e new entry di eccezione. Rebecca Ferguson, nonostante il suo personaggio, Lady Jessica, abbia uno spazio limitato nel materiale originale, è presente e, come già anticipato in passato dalla stessa attrice, Denis Villeneuve ha voluto ampliarne la parte, inserendola nelle macchinazioni che agitano le ombre del potere imperiale. Jason Momoa riappare nei panni di Duncan Idaho, in una forma che i lettori dei romanzi riconosceranno come ghola, mentre Javier Bardem e Josh Brolin riprendono i loro ruoli di Stilgar e Gurney Halleck.
Nuovi nemici nell'ombra: l'arrivo di Pattinson e Taylor-Joy
Ma a rubare la scena, nonostante la brevità delle apparizioni, sono i nuovi volti. Robert Pattinson fa il suo ingresso nell’universo di Dune nei panni di Scytale, un intrigante Tleilaxu. Il suo look, caratterizzato da una rasatura estrema e da uno sguardo algido e minaccioso, suggerisce la presenza di un antagonismo sottile e pervasivo, quello dei maestri genetici di Tleilax che, in alleanza con le rimanenti forze politiche e religiose, tramano nell’ombra per far cadere l’Imperatore. La sua presenza, come si legge dalle dichiarazioni del cast riportate in occasione dell'evento di lancio del trailer, introduce una dinamica da thriller politico che Villeneuve ha voluto sottolineare come elemento distintivo di questo terzo capitolo. Parallelamente, Anya Taylor-Joy, già apparsa in un cameo in Dune - Parte Due, diventa qui un personaggio chiave: Alia Atreides, la sorella di Paul. Cresciuta e dotata delle memorie e delle voci di tutte le sue antenate Bene Gesserit, Alia viene descritta dalla stessa Taylor-Joy come una figura benedetta e maledetta allo stesso tempo, il cui unico ancoraggio alla sanità mentale è l'amore sconfinato e potenzialmente distruttivo per il fratello, un legame che la porterà a compiere azioni estreme. Il regista, dal canto suo, ha parlato di questo film come del più personale della sua carriera, un'opera che si discosta dalla contemplazione del primo e dalla guerra frontale del secondo per abbracciare il ritmo serrato di un thriller, più denso e muscolare.
Lo sguardo di Villeneuve cambia pelle
Dal punto di vista tecnico, Villeneuve ha operato una scelta significativa per marcare il passaggio del tempo e il cambiamento di tono della storia. Dopo due film caratterizzati dalla fotografia digitale e in IMAX di Greig Fraser, per Dune - Parte Tre il regista canadese ha ingaggiato il premio Oscar Linus Sandgren, con il quale ha deciso di tornare alla pellicola. Gran parte del film, come spiegato dallo stesso Villeneuve, è stato girato in 65mm e in IMAX analogico, una prima assoluta per lui, con l'obiettivo di conferire alle immagini una grana e una texture che richiamano i kolossal epici del passato, da Lawrence d'Arabia in poi. Una scelta estetica che non è solo un omaggio, ma una dichiarazione di intenti: la pellicola, con la sua matericità, serve a raccontare un universo che invecchia, un potere che si incrina, e un eroe che dalla sabbia è uscito per diventare una statua di polvere pronta a sbriciolarsi. E se la brutalità del deserto è rimasta in digitale per preservarne la forza viscerale in IMAX, il resto dell'universo conosciuto si presenterà agli spettatori con una nuova, antica veste, pronta ad avvolgere lo spettatore in un'esperienza che Villeneuve definisce totalizzante e pensata per il grande schermo. Con un cast che include anche Isaach de Bankolé e la conferma di una data d'uscita che lo vedrà competere direttamente con kolossal come il nuovo Avengers, Dune - Parte Tre si profila all'orizzonte non solo come un seguito, ma come la conclusione di un'opera totale, dove il destino di Paul Atreides, ormai irrimediabilmente intrecciato a quello di miliardi di fedeli e nemici, si avvia verso il suo epilogo.




