Maltempo in Lombardia, frane e allagamenti: crolla il ponte di Rino di Sonico, evacuazioni e statali chiuse

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'intensa ondata di maltempo che sta flagellando il Nord Italia da diverse ore ha trasformato in poche decine di minuti i tranquilli paesi della Valcamonica in scenari da emergenza. Le piogge torrenziali, abbattutesi con violenza inaudita su un territorio già reso fragile dalle recenti precipitazioni, hanno provocato l'esondazione di torrenti e una serie impressionante di frane, isolando interi borghi e mettendo in ginocchio la viabilità.

La situazione più drammatica si registra nella provincia di Brescia, e in particolare nella zona di Rino di Sonico, dove il torrente Rabbia, gonfiatosi in poche ore, ha spazzato via un ponte inaugurato appena undici anni fa, nel 2014, causando il collasso di un tratto fondamentale della Strada Statale 42.

L'arteria, che rappresenta l'asse portante per i collegamenti tra la Valcamonica e il resto della regione, è stata pertanto chiusa al traffico, costringendo automobilisti e residenti a lunghe e complesse deviazioni attraverso percorsi montani alternativi, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione veicolare che si sono estese a macchia d'olio su tutte le direttrici secondarie.

Disagi e isolamento in Valcamonica

L'improvvisa furia dell'acqua e del fango non ha risparmiato le infrastrutture locali, e il cedimento del manufatto a Rino di Sonico rappresenta solo la punta di un iceberg di danni diffusissimi. La chiusura della SS42 ha di fatto tagliato in due la valle, creando notevoli disagi non solo per i residenti ma anche per i numerosi turisti e pendolari che quotidianamente percorrono quella strada.

La situazione è resa ancor più complessa dal fatto che, per aggirare l'ostacolo e percorrere la tratta da e per la zona alta della provincia, è ora obbligatorio transitare attraverso il lungo giro che passa da Madonna di Campiglio, un itinerario che allunga notevolmente i tempi di percorrenza e che sta mettendo a dura prova la pazienza degli automobilisti.

In questo contesto di caos viabilistico, emergono le storie di decine di pendolari e lavoratori, tra cui molti provenienti dalla provincia di Cremona, che sono rimasti bloccati a causa delle esondazioni e delle frane, impossibilitati a rientrare alle proprie abitazioni. L'isolamento di alcune frazioni montane, come quella di Rino, è praticamente totale, con i soccorritori che faticano a raggiungere le zone interne a causa della conformazione del territorio e della presenza di detriti e alberi caduti che ostruiscono le carreggiate.

L'esondazione del torrente a Domaso e gli allagamenti nel Comasco

La perturbazione, che sta interessando gran parte del territorio regionale, non ha risparmiato nemmeno la provincia di Como, dove il torrente a Domaso è esondato, causando la chiusura della statale Regina, una strada che costeggia il lago e che è vitale per i collegamenti turistici e residenziali della zona. Il quadro meteo, come evidenziato dai bollettini della protezione civile, resta critico, con previsioni che annunciano ulteriori precipitazioni nelle prossime ore.

L'allarme, in questo senso, rimane altissimo in tutte le aree pedemontane e lacustri, dove i terreni ormai saturi d'acqua non sono più in grado di assorbire nuove piogge. Nella zona del comasco, oltre all'esondazione, si registrano numerosi allagamenti di scantinati e piani stradali, con i vigili del fuoco impegnati in decine di interventi per mettere in sicurezza le zone più esposte. Il torrente, nel suo impeto, ha trascinato detriti e rami, ostruendo i tombini e aggravando ulteriormente la situazione del deflusso idrico.

I danni e il crollo del ponte di Rino di Sonico

Le impressionanti immagini aeree, riprese da un drone e diffuse dalle autorità, mostrano il cratere che si è aperto nel punto in cui sorgeva il ponte e la furia devastante dell'acqua mista a fango che ha invaso la strada, portando via tutto ciò che trovava sul suo passaggio. A Rino di Sonico, la colata di detriti scesa dal monte ha letteralmente sommerso alcuni tratti dell'arteria stradale, mentre il crollo del ponte ha isolato fisicamente la frazione.

Le operazioni di soccorso sono in pieno svolgimento, con i vigili del fuoco e le squadre della protezione civile che stanno lavorando senza sosta per mettere in sicurezza le aree a rischio e per assistere le famiglie evacuate, molte delle quali hanno trovato rifugio presso parenti o in strutture allestite dai comuni. La priorità, in questo momento, è la messa in sicurezza dei versanti ancora instabili, su cui incombe il pericolo di ulteriori smottamenti, e la gestione dell'emergenza abitativa per le persone sfollate.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale per gestire il traffico e garantire la sicurezza pubblica, mentre i tecnici stanno valutando l'entità dei danni strutturali alle abitazioni e ai fabbricati situati lungo la fascia fluviale.

Le conseguenze sulla viabilità ferroviaria e le strade provinciali

Le conseguenze del violento nubifragio si fanno sentire anche sul trasporto ferroviario, dove si registrano rallentamenti e cancellazioni a causa degli allagamenti che hanno interessato alcuni tratti dei binari. La circolazione dei treni, in particolare sulle linee locali, ha subito forti interruzioni, creando ulteriori disagi per i pendolari che già devono fare i conti con le strade chiuse.

Le province di Bergamo, Brescia e Sondrio sono le più martoriate da questo fronte perturbato, che se da un lato porta un po' di sollievo alla siccità che ha colpito l'agricoltura e i bacini idrici nei mesi scorsi, dall'altro mostra il fianco alla fragilità di un territorio spesso messo alla prova da eventi atmosferici estremi.

Gli amministratori locali, in costante contatto con la protezione civile regionale, hanno attivato i centri operativi comunali per monitorare minuto per minuto l'evolversi della situazione, mentre il presidente della Regione Lombardia ha assicurato la massima attenzione e la mobilitazione di tutte le risorse disponibili per fronteggiare l'emergenza. La conta dei danni, ancora parziale, lascia presagire un conto salato per le casse pubbliche, con le infrastrutture viarie danneggiate che richiederanno ingenti investimenti per essere ripristinate.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.