Maltempo in Lombardia, il ponte di Rino crolla e la Valcamonica resta isolata
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Redazione Interno
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L’intensa ondata di maltempo che si è abbattuta sull’Italia settentrionale nelle ultime ore ha trasformato la Lombardia in un teatro di emergenze idrogeologiche e disagi per la viabilità. Mentre le piogge torrenziali, alternate a grandinate e folate di vento improvviso, continuano a flagellare gran parte del Nord, è la regione tra il bresciano e il sondriese a pagare il prezzo più alto.
Le province di Brescia, Sondrio e Bergamo sono ormai da ore il centro di una crisi che ha messo in ginocchio intere comunità, con frane che isolano paesi, allagamenti che sommergono strade e ponti letteralmente spazzati via dalla forza delle acque.
La situazione più drammatica, quella su cui si concentrano gli occhi della Protezione Civile e dei soccorsi, è senza dubbio la Valle Camonica, dove il crollo del ponte di Rino di Sonico ha di fatto tagliato in due il territorio e reso estremamente complicati gli spostamenti per migliaia di persone, compresi molti cremonesi rimasti improvvisamente bloccati in zona.
Il ponte di Rino di Sonico non c'è più
A determinare il caos viabilistico più grave è stato quanto accaduto nella frazione di Rino, comune di Sonico, in provincia di Brescia. Il ponte, che era stato inaugurato nel 2014 e rappresentava un’infrastruttura moderna e strategica per i collegamenti locali, è crollato sotto il peso combinato delle piogge abbondanti e di una violenta colata di detriti scesa dalle montagne circostanti.
Le immagini, molte delle quali riprese da un drone, mostrano una scena quasi apocalittica: il manto stradale spezzato in più punti, le lamiere e i pilastri contorti che spuntano dal torrente Rabbia in piena, mentre l’acqua marrone e impetuosa si porta via tutto ciò che incontra. La Strada Statale 42, arteria fondamentale per l’intera Valcamonica, è stata immediatamente chiusa al traffico, e il crollo ha generato un effetto domino sulla circolazione, con le vie secondarie rapidamente intasate da auto e mezzi pesanti che cercavano un’alternativa.
Le autorità locali hanno dirottato il traffico verso percorsi molto più lunghi e impervi, come la strada che passa da Madonna di Campiglio, trasformando qualsiasi spostamento in un’odissea di ore.
Il dramma dei pendolari e dei viaggiatori bloccati
La chiusura della SS42 e il crollo del ponte hanno avuto ripercussioni immediate non solo per i residenti della zona, ma anche per decine di cremonesi che, per motivi di lavoro o turismo, si trovavano in Valle Camonica in quelle ore. La piena del torrente Rabbia, esondato in più punti, ha reso impraticabili numerose strade secondarie, intrappolando di fatto centinaia di automobilisti in un’area che si è trasformata in una trappola di fango e acqua.
I soccorsi stanno operando per mettere in sicurezza le persone isolate, ma la priorità in questo momento è quella di garantire un primo approvvigionamento di beni di prima necessità ai paesi rimasti tagliati fuori, mentre i vigili del fuoco e i tecnici della Protezione Civile lavorano senza sosta per valutare la stabilità degli altri ponti lungo il torrente, molti dei quali mostrano segni di cedimento strutturale a causa della pressione esercitata dall'acqua e dai detriti trasportati a valle.
Esondazioni e frane anche nel comasco e nel bergamasco
Il maltempo, però, non ha risparmiato nemmeno le altre province lombarde. Nel comasco, a Domaso, il torrente locale è esondato, causando l’allagamento di alcune vie e la conseguente chiusura della statale Regina, che costeggia il lago e rappresenta un collegamento cruciale per la zona. Il livello dei laghi è salito rapidamente, e le raffiche di vento hanno abbattuto diversi alberi, complicando ulteriormente le operazioni di pulizia e messa in sicurezza delle carreggiate.
Anche nel bergamasco si registrano frane di modesta entità e smottamenti che hanno interessato alcuni tratti della viabilità minore, mentre l’agricoltura, dopo settimane di siccità che avevano messo in difficoltà i raccolti, si trova ora a fare i conti con l’eccesso opposto, con campi allagati e colture danneggiate dalla grandine. Le ferrovie lombarde hanno subito rallentamenti e qualche sospensione del servizio a causa dei rami caduti sui binari e dei piccoli smottamenti che hanno invaso i tracciati, creando non pochi disagi ai pendolari.
La risposta dei soccorsi e il monitoraggio del territorio
Mentre il cielo resta minaccioso e le previsioni indicano il persistere di condizioni instabili, la macchina dei soccorsi è stata messa in moto a pieno regime. Squadre di vigili del fuoco, tecnici comunali e volontari della Protezione Civile stanno effettuando un monitoraggio costante dei livelli dei corsi d’acqua, con particolare attenzione ai torrenti che scendono dalle valli, e hanno predisposto l’evacuazione preventiva di alcune famiglie che abitano in prossimità degli argini.
Le operazioni di ripristino della SS42, considerata la portata del crollo del ponte di Rino, si preannunciano lunghe e complesse, e non è al momento possibile stimare i tempi di riapertura. Nel bresciano, i danni provocati dalle precipitazioni di giovedì 20 agosto si sommano a quelli già registrati nelle settimane precedenti, e il bilancio finale, tra ponti distrutti, strade da ricostruire e abitazioni allagate, potrebbe rivelarsi particolarmente pesante per le casse dei comuni coinvolti.
L’attenzione resta alta e i cittadini vengono invitati a limitare gli spostamenti non strettamente necessari, mentre le istituzioni locali chiedono al governo centrale un intervento tempestivo per dichiarare lo stato di calamità e sbloccare i fondi necessari a far fronte all’emergenza in corso.
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