Trump vieta l’ingresso negli Usa ai cittadini di 12 paesi e limita quello di altri 7
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un nuovo provvedimento che vieta o restringe l’accesso nel Paese ai cittadini di diciannove Stati, giustificando la misura con "motivi di sicurezza nazionale". Tra i paesi colpiti dal divieto totale figurano Afghanistan, Birmania, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Altri sette – Cuba, Venezuela, Burundi, Laos, Sierra Leone, Togo e Turkmenistan – sono invece soggetti a limitazioni parziali, il cui impatto varierà a seconda delle categorie di visto interessate.
La decisione, annunciata dalla Casa Bianca con un comunicato ufficiale, arriva a poche ore dall’attacco avvenuto in Colorado durante una manifestazione di sostegno agli ostaggi ancora detenuti a Gaza. L’autore del gesto, secondo fonti investigative, avrebbe oltrepassato illegalmente i confini statunitensi, circostanza che avrebbe spinto l’amministrazione a inasprire ulteriormente le politiche migratorie. "È indispensabile – si legge nella nota – impedire l’ingresso a chi tenti di arrivare negli Usa principalmente per motivi legati a programmi accademici o di scambio", con un chiaro riferimento a università come Harvard, spesso al centro di polemiche per presunti abusi del sistema dei visti.
Il provvedimento rientra in una linea già adottata in passato da Trump, che nel 2017 aveva introdotto il cosiddetto "travel ban" contro diversi Paesi a maggioranza musulmana, poi modificato più volte dopo ricorsi legali. Questa volta, tuttavia, l’elenco include nazioni con situazioni geopolitiche eterogenee, dal Venezuela, alle prese con una crisi economica senza precedenti, alla Corea del Nord, sebbene Pyongyang non compaia tra quelle citate.




