Irene Grandi e i conti in sospeso con Sanremo: “Conti non mi ha supportato, ora punto su De Martino”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è una sorta di spietata onestà, in queste parole di Irene Grandi, che risuona più forte di qualsiasi intervista promozionale confezionata ad arte. La cantante toscana, mentre si appresta a festeggiare trent’anni di carriera con il tour “Fiera di Me” e si gode il palco di “Canzonissima” dove, a proposito, ha portato “Mi ritorni in mente” riavvolgendo il nastro della sua infanzia, ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E lo fa senza quella patina di prudenza che spesso accompagna chi deve ancora chiedere un favore alla televisione. Intervistata dal settimanale ‘F’, l’artista ha infatti rispolverato un vecchio conto in sospeso con Carlo Conti, il conduttore fiorentino con cui condivide la provenienza geografica ma non, a suo dire, l’empatia professionale.
“Non mi ha supportato come la sua preferita”: la frecciata al collega toscano
La scintilla, insomma, non è mai scattata. E se c’è un luogo dove l’alchimia tra conduttore e cantante è fondamentale, quello è senza dubbio il palco dell’Ariston. Grandi, che di festival se ne intende avendolo calcato in più di un’occasione, non usa giri di parole per descrivere il clima che si respirava durante le edizioni guidate da Conti: “A Sanremo mica si crea l’atmosfera bella che c’è a Canzonissima, dove siamo una squadra. Dipende anche dal momento, dal presentatore”. L’affondo, come riportato dalle cronache, arriva dritto al punto: “Carlo Conti, pure se è fiorentino, non mi ha mica supportato come la sua preferita. Non hanno insistito a chiamarmi, ecco”. Una dichiarazione che lascia intendere una certa distanza, quasi un’esclusione da un club ristretto di beniamini che il conduttore avrebbe invece coccolato. Eppure, nel racconto di chi ascolta, non c’è solo livore: c’è la constatazione amara di un’occasione mancata, di un legame artistico che non ha mai trovato il suo ritmo.
L’entusiasmo per Stefano De Martino e la “nuova era” dell’Ariston
Se il giudizio sul passato è impietoso, lo sguardo sul futuro è invece carico di una curiosità quasi fanciullesca. Il prossimo direttore artistico del Festival, Stefano De Martino, incassa infatti il pieno endorsement da parte della Grandi. Lontana dalle polemiche, la cantante traccia un profilo lusinghiero dell’erede designato: “È brillante, allegro, intelligente, ha senso del tempo e del ritmo”. La stima, a quanto pare, è nata dalle frequentazioni televisive recenti, in particolare a “Bar Stella”, dove la Grandi ha osservato da vicino il metodo di lavoro del conduttore napoletano. “Ha portato artisti non scontati che poi sono esplosi – aggiunge lei –. Secondo me sarà un bravissimo direttore artistico”. Non solo parole al vento, ma un vero e proprio suggerimento tecnico: “Sarebbe bello se aggiungesse all’Ariston anche un po’ di danza”, ha auspicato l’artista, immaginando una kermesse forse meno compassata e più fisica.
L’ammissione di egoismo e la rinascita dopo la crisi del 2010
Ma l’intervista non è solo un faccia a faccia con la tv che conta. C’è molta carne al fuoco anche sul versante personale, laddove Irene Grandi scava nei meandri di un’esistenza votata al palcoscenico. A quasi un decennio di distanza da quei giorni difficili, riaffiora il ricordo del Sanremo del 2010, quello di “La cometa di Halley”. Un periodo, questo, in cui la musica aveva smesso di essere una gioia per diventare un peso. La cantante rivela di essersi sentita “molto affaticata, diversa da come ero all’inizio. Non mi ritrovavo più in niente: nei ritmi, nei rapporti, nel business. Ero pronta a cambiare vita completamente”. Una crisi profonda, del resto, che l’ha portata a rifugiarsi negli affetti più autentici, a ritrovare i genitori e a ricostruire un equilibrio. E su questo crinale passa anche la riflessione sull’amore, o su quello che ne è stato. La Grandi ammette senza ipocrisie di aver dato sempre la priorità alla carriera, anche a discapito dei due matrimoni finiti male (l'ultimo dei quali con Lorenzo Doni, terminato dopo quattro anni). “Ho dato sempre priorità a questo mio lavoro – confessa –. Dopo il secondo matrimonio ho avuto bisogno di stare da sola”. Oggi, però, la musica potrebbe essere cambiata: “Forse sono anche pronta a riaffrontare una relazione”. Una nuova storia, forse già cominciata, che l’artista custodisce gelosamente come un ritornello ancora da svelare.




