Il giallo della lapide di Proietti al Verano: denuncia di furto e la precisazione della famiglia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di ieri, 6 giugno, la quiete del cimitero monumentale del Verano a Roma è stata scossa da una notizia che sembrava avere i crismi dell’atto vandalico più becero: la scomparsa della lapide che segnava la sepoltura di Gigi Proietti, il grande mattatore della scena e del cinema italiano scomparso nel 2020. A dare l’allarme era stata Ama S.p.A.

, l’azienda che gestisce i servizi cimiteriali capitolini, con una nota ufficiale che parlava senza mezzi termini di furto e danneggiamento ad opera di ignoti, tanto da attivare immediatamente le forze dell’ordine e mettere a disposizione le immagini della videosorveglianza per risalire ai responsabili. L’epitaffio in latino, «Hic iacet pulvis, cinis et nihil», sembrava essere stato profanato da qualche mano sacrilega, alimentando l’indignazione e lo sgomento tra i visitatori e gli ammiratori dell’attore.

Un equivoco nato da un controllo di routine

Eppure, quello che inizialmente era stato descritto come un inspiegabile atto di sciacallaggio si è trasformato in poche ore in un gigantesco equivoco, un cortocircuito informativo tra la vigilanza del camposanto e le procedure private. La verità, emersa grazie alla tempestiva precisazione della famiglia Proietti, ha spazzato via ogni ipotesi di malaffare: nessun ladro ha fatto incetta di marmo e nessun vandalo ha intaccato la memoria del celebre attore.

La lastra, in realtà, era stata rimossa su richiesta esplicita dei congiunti dall’agenzia funebre incaricata, la quale l’ha prelevata per sottoporla a un necessario lavoro di aggiornamento; un gesto legittimo che ha però innescato un falso allarme durante il consueto giro di controllo di un operatore, il quale, non vedendo più la pietra, ha subito pensato al peggio.

L'ultimo tributo a Sagitta Alter, compagna di una vita

Il motivo di questa rimozione temporanea, lungi dall’essere un atto doloso, è profondamente intimo e risponde a un sentimento di devozione familiare: la necessità di incidere accanto al nome di Gigi Proietti anche quello della moglie, Sagitta Alter, scomparsa lo scorso 21 aprile e anch’essa sepolta in quello stesso luogo.

Si trattava, insomma, di un tributo dovuto, volto a riunire idealmente nella pietra due figure che sono state legate per una vita intera; il marmista sta quindi completando l’incisione per aggiungere il nome della compagna dell’attore, quella che la stampa ha spesso definito il suo «grande amore», affinché la tomba rifletta la realtà di una sepoltura condivisa.

Non c’è dunque alcun giallo da risolvere, nessuna pista da seguire per investigatori o cronisti, ma solo la quieta amministrazione di un cimitero che, come tanti altri, vive di queste operazioni tecniche, seppur gestite con una comunicazione inizialmente poco coordinata tra l’ente pubblico e i privati.

La rimozione della lapide e il riposizionamento

L’allarme, che per qualche ora aveva fatto temere il peggio alimentando lo spettro dei “sciacalli” delle tombe, si è quindi risolto in un nulla di fatto; una volta completati i lavori di aggiornamento dell’epitaffio, la lastra verrà ricollocata al suo posto all’interno del Verano, restituendo integrità fisica e simbolica al luogo di riposo del celebre artista.

La stessa Ama, dopo la denuncia iniziale che aveva messo in moto la macchina delle indagini, ha dovuto prendere atto della spiegazione fornita dalla famiglia, archiviando un caso che aveva già suscitato un’ondata di commozione e sdegno sui social network e nei media.

Resta l’amarezza per un fraintendimento facilmente evitabile, se solo ci fosse stata una comunicazione più fluida tra la vigilanza del cimitero e chi, per motivi affettivi, aveva semplicemente deciso di modificare l’ultimo messaggio lasciato da Proietti, aggiungendo il nome della donna che ha condiviso con lui le gioie e le difficoltà dell’esistenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.