Alessandro Ciciarelli: l'intelligenza artificiale per le Pmi è come Internet nel 2000

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Quando, ormai più di vent'anni fa, si cominciava a parlare di librerie online e di commercio elettronico, molti imprenditori italiani liquidavano il fenomeno come una moda passeggera e di scarsa utilità per i propri affari, senza immaginare che quelle innovazioni, considerate allora esotiche, avrebbero di lì a poco riscritto le regole fondamentali del retail globale. Alessandro Ciciarelli, fondatore di IntelligenzaArtificialeItalia.net, ritrova oggi un'analoga percezione, fatta di scetticismo e di sottovalutazione, quando osserva l'approccio di numerose piccole e medie imprese verso l'intelligenza artificiale, la quale, a suo dire, si trova in una fase paragonabile a quella della rete alle sue origini commerciali. È un momento di transizione, questo, dove la diffidenza iniziale potrebbe preludere a una trasformazione profonda e ineludibile dei modelli operativi, esattamente come accadde per Internet.

La trasformazione del web e il ruolo degli agenti italiani

A confermare questa visione è Lorenzo Maternini, co-founder di Talent Garden e oggi amministratore delegato di Perspective Ai, il quale, intervenendo recentemente a un evento organizzato dal Financial Times a Londra, ha dichiarato senza mezzi termini che "Internet per come lo conosciamo è ormai morto". Maternini, che siede anche nel board di CdP Venture, ha sottolineato come il mutamento in atto non si limiti a modificare il nostro rapporto con i motori di ricerca, ma sia destinato a incidere in maniera sostanziale sull'economia dei servizi e sul settore manifatturiero. La sua prospettiva, che guarda con attenzione allo sviluppo di un'agente di intelligenza artificiale made in Italy, delinea una necessità impellente per le imprese: adattare i propri metodi di lavoro a un ecosistema digitale radicalmente nuovo, pena il rischio di un progressivo isolamento.

Il caso della Liguria e il progetto LigurIA

Proprio per scongiurare questo pericolo e per facilitare l'ingresso delle aziende in un contesto così evoluto, Confindustria La Spezia, in collaborazione con il DIH Liguria, ha organizzato un incontro dedicato alle "Applicazioni trasversali dell'IA". L'appuntamento, pensato specificamente per le imprese del territorio, si propone di illustrare le concrete opportunità offerte da queste tecnologie, analizzandone al contempo gli impatti sull'organizzazione aziendale e sui processi interni. L'iniziativa si inquadra all'interno del più ampio progetto LigurIA, il cui fine ultimo è monitorare e, soprattutto, favorire l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle realtà liguri, accompagnandole in un percorso di trasformazione digitale che sia al tempo stesso graduale e sostenibile.

L'artigianato e la nuova alleata tecnologica

Un simile percorso di avvicinamento è stato al centro anche di un convegno promosso da Confartigianato imprese nelle Marche, il quale ha evidenziato come l'intelligenza artificiale non debba essere percepita come una minaccia per i mestieri tradizionali. Il presidente territoriale Enzo Mengoni, aprendo i lavori, ha osservato che questo mondo non è affatto distante dalle quotidiane attività artigianali; al contrario, egli ha descritto l'IA come una potenziale alleata, una risorsa fondamentale che, lungi dal renderli obsoleti, può invece potenziare il lavoro e la creatività degli artigiani, integrandosi in modo proficuo nelle loro procedure consolidate.

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