San Bonifacio, lo investe con l'auto e lo uccide davanti al centro commerciale: fermato un 54enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattina di venerdì 20 febbraio, a San Bonifacio, un piccolo centro della provincia veronese, la routine dell’apertura dei negozi è stata spezzata da una scena di violenza inaudita, una di quelle che lasciano senza fiato e di cui è difficile comprendere la ferocia. Un uomo di 55 anni, cittadino tunisino, è stato letteralmente braccato e poi ucciso da un’Audi di colore scuro, una vettura che lo ha preso di mira trasformandosi in uno strumento di morte. L’aggressione, ripresa dalle telecamere di sorveglianza e dagli occhi increduli di alcuni residenti, è avvenuta nei pressi dell’ingresso sud del centro commerciale, in via Fogazzaro, un’area solitamente tranquilla alle prime luci dell’alba. L’automobilista, un 54enne anche lui di origini tunisine e ora fermato con l’accusa di omicidio e tentato omicidio, non si è limitato a un solo passaggio: dopo aver centrato la vittima, gli è più volte passato sopra con le ruote, in un’azione che per i carabinieri non lascia spazio a dubbi sulla chiara volontà di uccidere. Il pubblico ministero, informato dei fatti, coordina ora le indagini per chiarire ogni dettaglio di questa esecuzione sommaria avvenuta in strada.

A raccontare quei momenti di terrore, con la voce ancora rotta dall’emozione, è stata una donna di sessant’anni, identificata con il nome di fantasia di Rachele per proteggerne l’identità. Da quattordici anni, ogni mattina, aspetta l’apertura dell’edicola proprio in quel parcheggio per comprare il giornale, e ieri non ha potuto fare a meno di assistere all’orrore. «L’ha investito con il chiaro proposito di ammazzarlo», ha raccontato agli inquirenti, descrivendo la scena di cui è stata testimone. L’impiegata, seduta nella sua auto in attesa delle 6.40, ha visto spuntare all’improvviso la macchina salire sull’aiuola e centrare in pieno il pedone che le era appena passato davanti. Un attimo prima, ha riferito, aveva notato i due uomini discutere animatamente, un litigio che forse è stata la scintilla di quanto accaduto subito dopo, mentre la vittima cercava di allontanarsi. La dinamica, confermata anche da una coppia che abita ai piani alti e che ha visto la scena dal balcone, è agghiacciante: l’auto non si è fermata, ma ha continuato la sua corsa folle passando ripetutamente sopra il ormai a terra.

La fuga e la seconda aggressione davanti alla caserma

Ma la furia omicida del 54enne non si è esaurita con quell’atto. Subito dopo aver lasciato il senza vita in via Fogazzaro, l’uomo è fuggito a tutta velocità, imboccando una via che, quasi come in una beffarda ironia del destino, lo ha portato a poca distanza dalla caserma dei carabinieri. Qui, all’altezza di una rotonda, ha tamponato violentemente una Fiat Punto di colore bianco che era ferma, un urto che gli investigatori ritengono essere stato voluto. Non soddisfatto, è sceso dall’Audi e ha aggredito il conducente della Punto, un 63enne tunisino, colpendolo con violenza al petto e alle gambe. La colluttazione è stata notata proprio dal carabiniere in servizio davanti alla caserma, che è immediatamente intervenuto insieme ad altri militari. Il 63enne, finito in ospedale a causa delle percosse, è stato giudicato guaribile in poche ore, ma quell’episodio è costato all’aggressore un’ulteriore accusa di tentato omicidio.

Il fermo e le indagini dell’Arma

I militari dell’Arma, coordinati dal comandante provinciale, hanno lavorato senza sosta per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi, potendo contare su elementi preziosi come le immagini della videosorveglianza e le testimonianze oculari. La prima a lanciare l’allarme era stata proprio Rachele, la donna nel parcheggio, che dopo aver visto la scena ha composto il numero unico di emergenza 112. Sul posto, in via Fogazzaro, i soccorritori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 55enne, il cui presentava segni compatibili con un investimento plurimo. Il fermo del presunto assassino è scattato poco dopo, proprio mentre si trovava nei pressi della caserma. Se inizialmente si era ipotizzato un movente legato a regolamenti di conti nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli investigatori hanno successivamente ridimensionato questa pista, preferendo mantenere il massimo riserbo sulle reali motivazioni che hanno scatenato una reazione tanto sproporzionata.

La dinamica ricostruita dalle telecamere

Gli inquirenti, grazie anche al supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche, hanno acquisito e analizzato i frame delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private della zona. I filmati, che gli investigatori hanno visionato più volte, sono inequivocabili: mostrano l’Audi che piomba letteralmente addosso al 55enne mentre questi sta camminando. Il primo impatto lo sbalza a terra, ma l’automobilista non si ferma, anzi, compie delle manovre per colpirlo ancora, passandogli sopra mentre il è inerme. La furia dell’aggressione è testimoniata anche dal danneggiamento di una pensilina dei carrelli della spesa, centrata durante la folle corsa. La macchina, poi, si allontana a forte velocità, lasciando il 55enne in una pozza di sangue. È la crudezza di quelle immagini, prive di qualsiasi ambiguità, a costituire il pilastro su cui poggia l’impianto accusatorio nei confronti del 54enne, ora rinchiuso in caserma a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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