Il ko di Retegui, tra la maledizione Mondiale e il lungo stop: frattura alla tibia per l’azzurro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un’immagine che sintetizza il momento nefasto del calcio italiano, un’istantanea che non ha nulla a che vedere con la tattica o con la tecnica, ma che affonda le sue radici nella pura e cruda sfortuna. Mateo Retegui, l’attaccante su cui la Nazionale aveva riposto gran parte delle sperenze di riscatto, è crollato sotto il peso di una stagione finita nel peggiore dei modi. Non bastava la notte fonda di Zenica, dove la Bosnia Erzegovina ha estromesso l’Italia dalla corsa ai Mondiali per la terza volta consecutiva, un’assenza che pesa come un macigno sulla storia del nostro calcio. Ora, a completare il quadro, ci si mette anche un guaio fisico serio: la frattura della tibia sinistra.

L’infortunio, che di fatto chiude qui la sua annata, è arrivato nel momento più beffardo: durante l’ultima giornata del campionato saudita. Con la maglia dell’Al-Quadisiya, in un pareggio per 2-2 contro l’Al-Shabab, Retegui era stato protagonista assoluto, confezionando un gol e un assist che sembravano il preludio a un’estate di lavoro. Invece, nelle battute conclusive, il tonfo. Zoppicante e sorretto a braccia dai medici, l’ex attaccante di Genoa e Atalanta ha lasciato il campo, lasciando subito presagire il peggio. La diagnosi, arrivata poche ore dopo, è stata tremenda: frattura della tibia sinistra, un’operazione chirurgica imminente che verrà eseguita nei prossimi giorni a Madrid.

L’addio alle amichevoli di giugno e il rebus Baldini

Per Silvio Baldini, il commissario tecnico ad interim chiamato a guidare l’Italia nella finestra di giugno dopo l’addio di Gattuso, si tratta di un’assenza pesantissima. L’attaccante, che aveva già saltato la spedizione in Canada, Stati Uniti e Messico per colpa della mancata qualificazione, salterà quindi anche le due amichevoli già fissate nel calendario: il 3 giugno contro il Lussemburgo e il 7 contro la Grecia. Due test, questi, che servivano a ridare un po’ di smalto a un gruppo distrutto dalla delusione di Zenica, ma che ora dovranno fare a meno del terminale offensivo più affidabile. Baldini, che guiderà la selezione in attesa di decisioni più strutturali da parte della Federcalcio, dovrà rivoluzionare i piani per l’attacco, in un momento in cui l’umore generale è ai minimi termini.

La carriera di Retegui, che solo un anno fa sembrava in costante ascesa, si trova ora a fare i conti con un muro chiamato riabilitazione. I tempi di recupero, anche se non ancora ufficializzati nei dettagli, si aggirano intorno ai due mesi, un periodo che lo costringerà a guardare dalla tribuna l’inizio della prossima stagione. Un vero peccato, considerando che la sua prima annata in Arabia Saudita si era chiusa con numeri più che dignitosi (19 reti complessive), sufficienti a tenere alta l’attenzione su di lui nonostante il campionato periferico.

Il mercato del Milan, l’incognita dell’operazione e i nomi in lista

L’infortunio, come spesso accade in questi casi, getta un’ombra anche sulle voci di calciomercato che avevano iniziato a circondare il giocatore. Da tempo, infatti, il Milan sta sondando il terreno per rinforzare il reparto offensivo, alla ricerca di quella prima punta che sembra mancare nella rosa a disposizione di Massimiliano Allegri. Con Giménez reduce da un lungo stop alla caviglia e Füllkrug che non ha mai davvero inciso come ci si aspettava, i rossoneri hanno bisogno di un centravanti puro. Nkunku, Pulisic e Leão, pur essendo giocatori di altissimo livello, hanno spesso dovuto adattarsi a ruoli che non sono i loro, lasciando scoperto il vertice dell’attacco.

Eppure, proprio nel momento in cui il club di via Aldo Rossi sembrava pronto a muoversi concretamente per riportare l’italo-argentino in Europa, ecco arrivare la doccia fredda della frattura. L’intervento a Madrid sarà decisivo non solo per la salute dell’atleta, ma anche per le valutazioni tecniche della dirigenza. Acquistare un giocatore reduce da una lesione così grave alla tibia è sempre un azzardo, un rischio che i grandi club calcolano al millimetro prima di sborsare cifre importanti. Al momento, le sirene di mercato continuano a suonare, con il nome di Retegui che resta in cima alla lista dei desideri insieme ad altri profili, ma l’esito del bisturi e i tempi di recupero condizioneranno inevitabilmente le prossime mosse estive.

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