Netflix taglia 1.000 posti di lavoro, il titolo prova a reagire tra il cambio alla guida dei contenuti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Netflix ha annunciato un piano di riduzione del personale che coinvolge circa 1.000 dipendenti, pari al 6% della forza lavoro globale. Si tratta del taglio più ampio deciso dal colosso dello streaming negli ultimi quattro anni, comunicato ai dipendenti con una mail dei co-amministratori delegati Ted Sarandos e Greg Peters. Le uscite interessano soprattutto i team di prodotto, tecnologia, ufficio legale e risorse umane, mentre l'azienda dichiara di voler concentrare le risorse sulle aree considerate strategiche. Alla fine del 2025 Netflix contava circa 16.000 dipendenti a tempo pieno nel mondo.

Il quadro finanziario prima dei conti trimestrali

La decisione arriva a pochi giorni dalla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, attesi per il 20 ottobre. Nel secondo trimestre fiscale la società aveva registrato un fatturato di 12,56 miliardi di dollari, in crescita del 13% su base annua, con un utile di 3,4 miliardi. Le previsioni per il trimestre in corso indicano ricavi per 12,86 miliardi e un utile per azione di 0,82 dollari. Nonostante i numeri restino positivi, il ritmo di crescita dei ricavi in valuta neutra è atteso in rallentamento all'11% annuo, dal 12% del trimestre precedente.

Il punto debole segnalato dagli analisti è il tempo di visione: nel primo semestre del 2026 le ore guardate sulla piattaforma sono aumentate appena del 2%.

Peter Rice al timone dei contenuti globali

A un giorno di distanza dall'annuncio dei licenziamenti, Netflix ha comunicato un avvicendamento ai vertici della divisione contenuti. Bela Bajaria, chief content officer dal gennaio 2023 e in azienda dal 2016, lascia il gruppo con effetto immediato. Al suo posto arriva Peter Rice, dirigente di lungo corso nell'industria dell'intrattenimento, già presidente di 21st Century Fox e chairman di Walt Disney Television. Rice assumerà l'incarico il 26 ottobre e guiderà l'organizzazione globale dei contenuti, supervisionando serie scripted e unscripted, film ed eventi live in tutte le regioni.

Nel suo curriculum figurano la supervisione di titoli come I Simpson, Modern Family e The Bear, oltre alla gestione di eventi sportivi di primo piano.

La concorrenza di YouTube e la partita persa con Warner Bros.

Il rallentamento della crescita si inserisce in un quadro competitivo sempre più affollato. A luglio YouTube ha occupato il 14,2% del tempo di visione televisiva negli Stati Uniti, secondo i dati Nielsen, contro il 7,8% di Netflix. Nello stesso periodo l'azienda ha dovuto registrare la sconfitta nella partita per l'acquisizione degli studi di Warner Bros. Discovery, finiti nelle mani del gruppo Paramount Skydance.

La perdita di quel catalogo ha privato Netflix di un'occasione per rafforzare la propria offerta in un momento in cui gli investitori chiedono contenuti capaci di trattenere gli abbonati. Il tasso di disdette negli Stati Uniti è salito del 16,6% su base annua nel terzo trimestre, segnando il settimo aumento consecutivo.

Il titolo in Borsa e le attese degli analisti

Sul mercato azionario la reazione iniziale alla notizia dei tagli è stata contenuta, con il titolo che ha chiuso sostanzialmente invariato dopo aver oscillato tra lievi rialzi e ribassi. Nelle settimane precedenti diverse case di investimento avevano ridotto il prezzo obiettivo sulle azioni, che hanno perso oltre il 40% del valore nell'arco di dodici mesi. L'analista di Huber Research, Craig Huber, ha abbassato la raccomandazione da sovrappesare a sottopesare, fissando un obiettivo a dodici mesi di 70 dollari.

La società punta a presentare i conti trimestrali con un margine operativo che, secondo le previsioni aziendali, dovrebbe attestarsi sui livelli di 31,5 centesimi per ogni dollaro di ricavi generati.

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