Bending Spoons, trimestre da record ma guidance delude: titolo giù del 16%
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Redazione Economia
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La prima trimestrale da società quotata per Bending Spoons aveva tutto per essere una festa: ricavi e utili più che raddoppiati, un fatturato di 704 milioni di dollari che ha superato le stime degli analisti e un utile netto balzato a 177 milioni. Invece, il giorno dopo la diffusione dei conti, il titolo è crollato di oltre il 16 per cento a Wall Street, scendendo a 40,92 dollari e portando la capitalizzazione di mercato sotto i 26 miliardi di dollari.
Il motivo di questa correzione così netta, che ha trasformato un trimestre positivo in una seduta da dimenticare, va cercato nelle proiezioni per il futuro che il gruppo guidato da Luca Ferrari ha fornito al mercato.
Numeri solidi nel secondo trimestre 2026
I conti del secondo trimestre 2026, i primi diffusi dopo lo sbarco al Nasdaq dello scorso luglio, raccontano una storia di crescita impressionante, trainata principalmente dalla strategia di acquisizioni che ha portato in dote alla società milanese marchi come AOL, Eventbrite, Harvest, MileIQ, Tractive e Vimeo. Il fatturato è salito a 704,1 milioni di dollari, in aumento del 126 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, superando il consensus degli analisti che si fermava a 682,7 milioni di dollari.
L'utile operativo ha toccato i 240 milioni, in crescita del 139 per cento, mentre l'utile netto ha segnato un +171 per cento, attestandosi a 177 milioni di dollari. In particolare, l'utile per azione si è attestato a 0,28 dollari, mentre la versione rettificata ha raggiunto 0,46 dollari, ampiamente al di sopra delle aspettative che erano ferme a 0,27. Questi numeri evidenziano un miglioramento della marginalità, con l'utile netto che rappresenta ora il 25 per cento delle vendite, contro il 21 per cento del secondo trimestre 2025.
La reazione del mercato e la guidance deludente
Nonostante la solidità dei conti, gli investitori hanno guardato oltre il trimestre e si sono concentrati sulle previsioni per il resto dell'anno. La società ha infatti indicato per il terzo trimestre un fatturato atteso tra 733 e 745 milioni di dollari, con un punto medio di 739 milioni che risulta inferiore ai 745 milioni previsti dal consensus Bloomberg. Ancora più pesante è stata la delusione sulle stime per l'intero 2026: Bending Spoons prevede ricavi tra 2,78 e 2,82 miliardi di dollari, al di sotto degli 2,895 miliardi di dollari attesi dagli analisti.
Proprio questo disallineamento tra le attese del mercato e la guidance aziendale ha innescato le vendite, cancellando in un colpo solo gran parte dei guadagni accumulati dal titolo dal suo debutto. Una reazione che appare paradossale se si considera che la crescita organica del fatturato si è attestata al 3 per cento, con un rallentamento rispetto al 6 per cento del trimestre precedente, un dato che ha alimentato ulteriori dubbi sulla capacità di generare crescita interna oltre a quella per linee esterne.
Debiti e strategia di acquisizioni
L'azienda fondata a Milano nel 2013 ha costruito il suo modello di business sull'acquisizione e il rilancio di piattaforme digitali mature, un approccio che combina elementi del mondo tech con logiche da private equity. Il gruppo ha completato oltre 50 operazioni straordinarie e nel prospetto di quotazione ha indicato di aver già individuato oltre mille potenziali target per future acquisizioni.
Tuttavia, questa strategia aggressiva ha comportato un livello di indebitamento significativo, che alla fine del secondo trimestre ammontava a 4,09 miliardi di dollari, con un rapporto di leva finanziaria di 2,4 volte. A pesare sul bilancio sono anche gli oneri finanziari, aumentati di 73 milioni di dollari a causa dei prestiti associati al finanziamento dell'M&A. Per far fronte a questi impegni, la società ha completato l'IPO sul Nasdaq raccogliendo proventi netti per 1,10 miliardi di dollari e ha recentemente stipulato ulteriori linee di credito in euro per 590 milioni.
La recente acquisizione di Airtable, un'operazione da 1,285 miliardi di dollari interamente in contanti, dimostra la volontà del management di proseguire senza sosta sulla strada delle acquisizioni, nonostante le incertezze del mercato.
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