Malaria all'aeroporto di Francoforte, salgono a due i morti e a quattro i dipendenti contagiati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Sono due i dipendenti dell'aeroporto di Francoforte deceduti a causa della malaria, mentre altre quattro persone che lavorano nello scalo tedesco sono risultate contagiate. La conferma della vicenda è arrivata sia da Fraport, la società che gestisce l'importante hub aeroportuale, sia dal Robert Koch Institute, l'ente governativo tedesco per il controllo delle malattie infettive. Il primo decesso, come reso noto dall'Ufficio sanitario della città di Francoforte, si è verificato già all'inizio di luglio, sebbene la causa dell'infezione sia stata accertata solo dopo la morte del paziente.

Il secondo episodio mortale risale invece al mese di agosto ed è stato comunicato oggi direttamente dal gestore dell'aeroporto, gettando nello sconcerto i lavoratori dello scalo e sollevando inevitabili interrogativi sulle modalità di trasmissione del contagio.

La dinamica dei contagi e il concetto di "malaria aeroportuale"

La particolarità di questo focolaio risiede nel luogo in cui si sono verificati i contagi: un aeroporto situato in una zona non endemica per la malaria, il che ha spinto gli esperti a parlare di un fenomeno noto come "malaria aeroportuale". Si tratta di una evenienza rara, che si verifica quando una zanzara infetta, trasportata accidentalmente a bordo di un aereo proveniente da una regione a rischio, riesce a sopravvivere e a pungere una persona nei pressi dello scalo.

In questo specifico caso, i dipendenti colpiti non avevano viaggiato all'estero, escludendo quindi la possibilità di un contagio contratto in paesi tropicali. Le autorità sanitarie tedesche stanno ora cercando di ricostruire con esattezza la dinamica degli eventi per comprendere come le zanzare vettori del parassita Plasmodium abbiano potuto entrare in contatto con i lavoratori, ipotizzando che possano aver soggiornato in aree verdi o in prossimità dei terminal adibiti allo stoccaggio delle merci.

L'intervento delle autorità sanitarie e le misure di prevenzione

Di fronte alla gravità della situazione, Fraport e le autorità locali hanno immediatamente rafforzato i controlli di sicurezza e le misure di disinfestazione all'interno dell'area aeroportuale, con l'obiettivo di individuare ed eliminare eventuali focolai di zanzare. L'intervento si sta concentrando in particolare sugli ambienti umidi e sugli spazi dove potrebbe essersi accumulata acqua stagnante, condizioni ideali per la riproduzione degli insetti.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene all'Università Statale di Milano, ha definito la situazione come "particolare" ma non "inusuale", sottolineando come la trasmissione della malaria tra umani sia quasi impossibile senza la presenza del vettore animale, e che il rischio possa essere circoscritto con attività mirate di prevenzione e disinfestazione. L'obiettivo dichiarato è quello di rassicurare i viaggiatori e il personale, evitando al contempo che si creino allarmismi ingiustificati.

La situazione in Italia e le rassicurazioni del ministero della Salute

Mentre in Germania l'attenzione rimane alta, il ministero della Salute italiano ha voluto tranquillizzare la popolazione, dichiarando che il rischio di una diffusione simile nel nostro paese è da considerarsi estremamente basso. Gianni Rezza, già direttore della Prevenzione al ministero, ha commentato il caso tedesco definendolo un evento raro, ma ha ribadito che la vigilanza epidemiologica rimane d'obbligo per intercettare tempestivamente eventuali segnali di allarme.

La malaria, che secondo le stime internazionali colpisce oltre 280 milioni di persone nel mondo, rappresenta una sfida sanitaria globale, ma i casi contratti in Europa al di fuori delle aree endemiche restano episodi eccezionali che non modificano il profilo di sicurezza del continente. Le autorità italiane, in collaborazione con gli enti di controllo europei, continuano a monitorare la situazione senza per ora prevedere l'adozione di misure straordinarie ai valichi di frontiera o negli scali nazionali.

I sintomi e la necessità di una diagnosi precoce

La vicenda di Francoforte ha riacceso i riflettori anche sui sintomi della malaria, una malattia che può manifestarsi con febbre alta, brividi, sudorazione, mal di testa e dolori muscolari, spesso confondibili con quelli di una comune influenza. La diagnosi precoce è fondamentale per evitare complicazioni gravi, ma in contesti come quello europeo, dove la malattia è praticamente assente, il rischio di un ritardo nella diagnosi è concreto, come dimostrato proprio dal caso del primo dipendente di Francoforte, la cui causa del decesso è stata accertata solo dopo la morte.

Gli esperti raccomandano ai medici di mantenere alta l'attenzione verso i pazienti che presentano febbre persistente, specialmente se hanno avuto contatti con aree aeroportuali o con merci provenienti da zone tropicali, per avviare tempestivamente le terapie antimalariche appropriate, che risultano generalmente efficaci se somministrate nelle fasi iniziali dell'infezione.

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