Malaria all'aeroporto di Francoforte, un dipendente morto e cinque contagiati: scatta l'allarme per i casi di "malaria aeroportuale"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un drammatico episodio si è consumato all'aeroporto di Francoforte, in Germania, dove un dipendente dello scalo ha perso la vita dopo aver contratto la malaria. La vittima, un lavoratore della Fraport, la società che gestisce il principale hub aereo tedesco, è deceduta a seguito dell'infezione, mentre altri cinque colleghi sono risultati positivi al contagio e attualmente sono sottoposti a cure mediche.

La conferma ufficiale è arrivata congiuntamente dalla stessa Fraport e dal Robert Koch Institut (Rki), l'agenzia federale tedesca preposta al controllo e alla prevenzione delle malattie infettive, gettando nello sconcerto non solo l'ambiente lavorativo ma anche le autorità sanitarie locali e nazionali.

L'ipotesi dei contagi: la "malaria aeroportuale"

Secondo le ricostruzioni fornite da Fraport e dall'istituto epidemiologico, la dinamica del contagio sarebbe riconducibile a un fenomeno estremamente raro nelle aree non endemiche, noto come "malaria aeroportuale". L'ipotesi più accreditata è che una o più zanzare del genere Anopheles, il vettore del parassita della malaria, siano state trasportate accidentalmente a bordo di un velivolo proveniente da una regione del mondo in cui la malattia è diffusa, probabilmente via stiva o all'interno di bagagli.

Una volta giunte nello scalo tedesco, questi insetti infetti avrebbero punto i lavoratori, trasmettendo loro il plasmodio e innescando così la catena dei contagi, che ha purtroppo portato all'esito fatale per uno dei dipendenti. In merito a questo specifico meccanismo di trasmissione, il portavoce di Fraport, Andreas Schopf, ha tenuto a precisare che il contagio da persona a persona non ha alcun ruolo in questa specifica evenienza, chiarendo che si tratta di un'infezione veicolata esclusivamente dalla puntura dell'insetto.

Le misure di sicurezza e il monitoraggio nello scalo

A seguito della scoperta dei casi e della conferma del decesso, le autorità competenti e i vertici della società di gestione hanno immediatamente innalzato il livello di allerta e rafforzato le misure di controllo all'interno dell'aeroporto di Francoforte, che è tra i più grandi e trafficati d'Europa.

Fraport ha attivato un piano di emergenza che prevede un'intensificazione delle operazioni di disinfestazione e sorveglianza entomologica: nello scalo sono state installate trappole specifiche per la cattura di zanzare e gli esemplari reperiti vengono sottoposti ad analisi genetiche presso l'Istituto di Medicina Tropicale di Anversa, al fine di determinare con esattezza la specie e l'area di provenienza.

Parallelamente, è stata avviata una capillare campagna informativa rivolta a tutto il personale, con la raccomandazione di rivolgersi immediatamente a un medico in caso di comparsa di sintomi compatibili con la malaria, ricordando di segnalare la propria mansione lavorativa all'interno dello scalo per facilitare una diagnosi tempestiva e mirata.

Un fenomeno raro in Germania e in Europa

L'episodio di Francoforte rappresenta un'eccezione epidemiologica nel contesto tedesco, dove la malaria non è endemica e il numero di casi resta complessivamente contenuto. Secondo i dati forniti dal Robert Koch Institute, in Germania si registrano mediamente tra i 500 e i 600 casi di malaria all'anno, quasi esclusivamente riconducibili a viaggiatori di ritorno da aree tropicali o subtropicali dell'Africa, dell'Asia e del Sud America.

La cosiddetta "malaria aeroportuale", invece, rappresenta un evento di trasmissione atipico e di difficile previsione, che si verifica quando il ciclo di contagio si interrompe completamente al di fuori delle zone a rischio. Secondo una ricerca che ha censito i casi europei dal 1969 al 2024, sono stati complessivamente registrati 145 episodi di questo tipo o collegati ai bagagli, di cui nove in Germania; non è un caso, peraltro, che l'ultimo episodio noto di malaria aeroportuale nella nazione fosse stato segnalato proprio nello scalo di Francoforte nel 2023.

Le autorità sanitarie tedesche, in raccordo con la società Fraport, mantengono alta l'attenzione sulla vicenda e continuano a monitorare costantemente la situazione per scongiurare il verificarsi di ulteriori focolai e garantire la massima sicurezza sul luogo di lavoro.

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