Il Prix Versailles 2026 premia sette arene nel mondo, c'è anche l'Unipol Dome di Milano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Per una volta il risultato sul campo non conta. A catturare l'attenzione sono una facciata composta da migliaia di triangoli dorati, una copertura che si srotola come un nastro e un velodromo sospeso sopra gli spazi aperti al pubblico. Nei sette impianti sportivi selezionati dal Prix Versailles per il 2026, lo spettacolo comincia prima ancora della gara.

La lista, annunciata il 19 ottobre, riunisce progetti distribuiti su cinque continenti e capaci di superare la tradizionale funzione sportiva per diventare simboli architettonici e culturali delle città che li ospitano.

Un anfiteatro contemporaneo nel quartiere Santa Giulia

Tra i sette selezionati figura l'Unipol Dome di Milano, progettato da David Chipperfield Architects e Arup e costruito in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, durante i quali ha assunto il nome di Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena.

L'edificio reinterpreta l'archetipo dell'anfiteatro romano attraverso tre anelli concentrici di altezza crescente che sembrano sospesi sopra un basamento monolitico; i tubi in alluminio che li rivestono riflettono la luce naturale di giorno, mentre di sera si accendono grazie a oltre 2,4 milioni di LED integrati. Una grande scalinata conduce a una piazza sopraelevata di 12.000 metri quadrati, pensata per ospitare eventi e incontri quotidiani, mentre la capienza arriva fino a 16.000 spettatori.

Dal ghiaccio olimpico ai concerti

Dopo il debutto olimpico, l'arena è entrata in piena operatività il 6 maggio con un concerto inaugurale di Luciano Ligabue, avviando una programmazione continuativa tra musica, sport e cultura internazionale. La struttura è stata concepita per cambiare configurazione con rapidità grazie a tribune mobili e telescopiche, e sul fronte energetico può contare su un impianto fotovoltaico da 2,2 MW con una produzione stimata di circa 2,5 GWh all'anno. Il progetto complessivo si estende su circa 83.500 metri quadrati e si inserisce nel processo di trasformazione del quartiere Santa Giulia, un'area della città ancora in fase di definizione.

Le altre sei opere selezionate

Il Marocco piazza due stadi nella lista. A Rabat, il Prince Moulay Abdellah, firmato da Populous e ricostruito in 24 mesi, offre 67.000 posti e una facciata dorata composta da circa 19.000 triangoli ispirata alle palme e ai ricami di Fez. A Tangeri, il Grand Stadium, noto anche come stadio Ibn Batouta, ha portato la capienza a 75.500 posti eliminando la pista di atletica e abbassando il campo, con una nuova copertura di 52.000 metri quadrati. In Nuova Zelanda, il One New Zealand Stadium di Christchurch, inaugurato nell'aprile 2026, conta 30.000 posti, un tetto trasparente in ETFE e richiami alla cultura Māori elaborati con il popolo Ngāi Tahu.

In Europa, accanto all'impianto milanese, la selezione premia lo stadio Armand Cesari di Furiani, in Corsica, rinnovato dagli Ateliers A+: tre anelli continui riuniscono le tribune da 16.500 posti e restituiscono un'immagine unitaria all'impianto legato alla storia del Bastia.

In Canada, il Coronation Park Centre di Edmonton, progettato da hcma e Dub Architects con FaulknerBrowns, ha sollevato il velodromo di un piano liberando gli spazi sottostanti e circondandolo con una pista per la corsa, aprendo il complesso anche agli sportivi non professionisti. In Cina, infine, lo Xiangyang Olympic Center Stadium, disegnato da CSADI, accoglie fino a 30.000 spettatori sotto una copertura bianca ispirata al fiume Han e alla fenice Chu, con un'apertura sul lato sud che favorisce la ventilazione naturale.

I riconoscimenti mondiali a dicembre

La selezione del Prix Versailles non costituisce un verdetto definitivo. I sette progetti concorreranno per tre riconoscimenti mondiali — architettura, interior design ed exterior design — che saranno assegnati il 10 dicembre nella sede dell'UNESCO a Parigi. Per l'Unipol Dome si tratta della seconda vita pubblica dopo i Giochi: l'arena ha già in calendario una stagione autunnale che alterna produzioni per famiglie e grandi nomi della musica italiana e internazionale.

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