Coppa d'Africa 2025, il Marocco alza il sipario: il torneo che cambia volto
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Redazione Sport
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Il calcio d'inizio, fissato per oggi alle 18, non segna soltanto l'avvio della 35esima Coppa d'Africa ma rappresenta simbolicamente un punto di svolta per la principale competizione continentale, destinata a mutare il proprio ritmo consolidato. I padroni di casa del Marocco, che affrontano le Comore nell'atto inaugurale, si presentano infatti con un carico di aspettative che travalica i confini del campo, proiettandosi verso un futuro che ha nel Mondiale un traguardo ambito. La squadra, guidata dal commissario tecnico Walid Regragui, incarna una filosofia precisa: quella di un collettivo costruito attingendo a piene mani dalla diaspora, unendo talenti nati e cresciuti in Europa, come i due calciatori militanti nel campionato italiano, alla ricerca di un obiettivo che manca da cinquant'anni. Un progetto ambizioso, il loro, che punta a conquistare un trofeo sfuggito per mezzo secolo e a scrivere una pagina di storia, riunendo sotto la stessa maglia storie personali diversissime, accomunate dalla scelta di rappresentare la terra d'origine.
La formula e il futuro biennale
La kermesse, organizzata con cadenza biennale a partire dal suo esordio nel lontano 1957, vive in questa edizione una sorta di ultimo atto di un'era. Come stabilito dalle federazioni, infatti, il torneo cambierà formato a partire dal 2028, adeguandosi al calendario degli Europei e diventando così un appuntamento quadriennale. Ciò significa che questa di Marocco 2025 sarà la terzultima edizione con il ritmo attuale, seguita da quella del 2027, affidata alla triade Kenya-Tanzania-Uganda, e da un'ultima nel 2029 prima del cambio definitivo di passo nel 2032. Una transizione epocale, quella decisa dai vertici, che mira a dare maggiore respiro e prestigio all'evento, allineandolo ai maggiori tornei per nazionali ma ponendo fine a una tradizione consolidata che ha scandito per decenni il ritmo del calcio africano.
Il palinsesto televisivo in Italia
Per gli appassionati italiani, il racconto dell'intera manifestazione sarà affidato a un'unica emittente, che garantirà una copertura capillare. La quasi totalità delle partite andrà in onda in diretta sul canale 60 del digitale terrestre, mentre alcuni match troveranno spazio su un secondo canale dedicato. Al semplice flusso live, si affiancherà un articolato lavoro di approfondimento con studi e speciali che precederanno e seguiranno le gare, coinvolgendo opinionisti ed ex protagonisti con un passato nel calcio africano. A completare l'offerta, il racconto diretto dal Marocco sarà curato da due inviati sul posto, garantendo aggiornamenti e analisi dal cuore dell'evento.
Il quadro generale e le presenze dal campionato italiano
Oltre al Marocco, che nella sua rosa può contare su due elementi attivi nel nostro campionato, altre nazionali presenteranno atleti legati al calcio italiano, aggiungendo un ulteriore motivo di interesse per il pubblico nazionale. L'organizzazione dei gironi, che vede le squadre suddivise in diversi raggruppamenti, promette un'avvincente fase a eliminazione diretta dopo la prima fase, mantenendo una formula collaudata che assegna il passaggio del turno alle prime due classificate di ogni raggruppamento più le migliori terze. Un meccanismo che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe equilibrare le chance e garantire spettacolo sin dalle battute iniziali, offrendo un palcoscenico di altissimo livello a quei talenti che, partiti dal continente, hanno trovato in Europa e in Italia la loro dimensione calcistica.




