Sgarbi, il ritorno in tv tra nozze e la frattura con la figlia Evelina
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Vittorio Sgarbi è tornato a parlare in televisione, affrontando con parole misurate, seppur attraverso una registrazione, la profonda lacerazione privata con la figlia Evelina, la quale nei mesi trascorsi aveva formalmente richiesto per il padre la nomina di un amministratore di sostegno. Il critico e storico dell'arte, reduce da un periodo segnato da depressione e da tensioni familiari che ne hanno offuscato la consueta vivacità pubblica, ha respinto con decisione l'idea di un suo isolamento, dipingendo piuttosto il gesto della figlia come un atto dalla natura più pubblica che affettiva. «Poteva venire a trovarmi, i treni c’erano», ha dichiarato, lasciando trapelare, in quella semplice constatazione, tutto il peso di un dialogo interrotto e di una distanza che appare, forse, più emotiva che geografica.
L'annuncio a sorpresa: le nozze con Sabrina Colle
Nel corso della sua apparizione, Sgarbi ha voluto tracciare anche un orizzonte futuro, annunciando l'intenzione di sposarsi a Venezia con Sabrina Colle, la compagna che, come ha lui stesso sottolineato, gli è stata accanto durante i momenti più difficili. Dopo aver guardato un video che ripercorreva la loro lunga storia, il settantatreenne critico ha elaborato una riflessione sull'amore che resiste al passare del tempo. «Il tempo non cambia lo spirito delle persone, le rende più vicine, più legate», ha affermato, aggiungendo come, a un certo punto, subentri la convinzione che i valori comuni debbano essere condivisi fino in fondo. Persino il riso di lei alle sue battute è stato da lui indicato come una prova tangibile di quella condivisione, quasi un rito quotidiano di affinità elettiva. «Quando finisce lo stupore rimane l’amore, che è la cosa più importante», ha concluso, sigillando con una dichiarazione di principio un legame che si appresta a essere sancito anche dal punto di vista formale.
Le perplessità dell'avvocato della figlia dopo l'intervista
La partecipazione di Vittorio Sgarbi alla trasmissione, tuttavia, non ha convinto tutti, generando anzi reazioni contrastanti. L’avvocato di Evelina, commentando l’intervista andata in onda, ha espresso forti perplessità riguardo all’autonomia del proprio assistito, lasciando intendere che le immagini trasmesse, lungi dal dimostrare un pieno e sereno controllo della situazione, avessero piuttosto confermato alcune fragilità. L'ospitata, che era stata registrata e inserita nel programma come se facesse parte della diretta, aveva l’obiettivo palese di accompagnare la presentazione di un suo ultimo libro ma, in modo più implicito, mirava a suggerire che l’ex sottosegretario alla Cultura fosse ancora in grado di gestire in prima persona la propria narrazione pubblica.
Il dibattito sul ruolo della televisione
La scena, del resto, si era già ripetuta in una precedente puntata del medesimo programma, dove un’intervista, anch'essa registrata, era stata condotta con grande fatica e con ogni delicatezza dai conduttori, i quali hanno tentato di spingere Sgarbi a raccontarsi senza mai varcare il confine dell’inopportunità. Il problema di fondo, che va ben al di là della singola trasmissione, è che quando una patologia come la depressione si insinua nell'esistenza di una persona, non esiste alcun artificio televisivo in grado di mascherarne completamente gli effetti. A giudicare dalle sue reazioni, spesso prive della consueta forza e intenzione che per decenni ne hanno caratterizzato le performance, molti si sono chiesti se il più grande favore che la televisione potesse riservargli, in un momento così delicato, non fosse semplicemente quello di concedergli il silenzio e la riservatezza di cui forse ha bisogno.




