L'offensiva russa avanza a Pokrovsk e Kupyansk, mentre a Kiev scatta un maxi-blitz anticorruzione
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Redazione Esteri
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Le forze russe, che hanno fatto ingresso a Pokrovsk con circa trecento incursori approfittando delle condizioni di nebbia, continuano a esercitare una pressione significativa su più punti del fronte orientale, costringendo le unità ucraine a un arretramento tattico in diverse aree. Il presidente Volodymyr Zelensky ha riconosciuto, senza mezzi termini, che gli avversari stanno intensificando sia il numero che l'entità degli assalti, un'ammissione che riflette la complessità della fase operativa. A Zaporizhzhia, nello specifico, i difensori si sono ritirati da cinque insediamenti, un ripiegamento che segue la dinamica degli scontri nella regione di Kharkiv.
L'avanzata a Kupyansk e la guerra dei droni
Mentre la situazione a Pokrovsk si consolida, l'attenzione si sposta anche su Kupyansk, dove le unità d'assalto del 121° Reggimento Fucilieri Motorizzati, secondo le ricostruzioni diffuse, stanno proseguendo la loro missione per il controllo della parte occidentale della città. Le operazioni si concentrano in un triangolo delimitato da tre vie, un'area diventata strategicamente cruciale. Fonti russe descrivono le truppe ucraine come trincerate in una foresta alla periferia meridionale e in un bosco tra altre strade, un dettaglio che delinea un conflitto di posizione estremamente frammentato. Parallelamente, la guerra aerea continua senza sosta: il ministero della Difesa di Mosca ha affermato di aver abbattuto, nel corso della notte, ventidue droni lanciati dall'Ucraina verso il suo territorio, oltre a averne distrutto uno in volo verso la capitale, una rivendicazione che si inserisce in un più ampio contesto di attacchi reciproci sulle retrovie.
Il vasto blitz anticorruzione nel settore energetico
In un momento di così grave pressione militare, le autorità ucraine hanno portato a termine un'operazione di vasta portata contro la corruzione, un fenomeno che mina la resilienza nazionale. L'Ufficio Nazionale Anticorruzione, la Nabu, ha dichiarato di aver effettuato settanta perquisizioni dopo un'indagine durata quindici mesi, condotta in collaborazione con una procura specializzata. L'azione investigativa si è concentrata proprio sul settore energetico, uno di quelli più colpiti dagli attacchi mirati della Russia da febbraio 2022 e, al contempo, tradizionalmente vulnerabile a pratiche illecite. Questo passo giunge dopo mesi di tensioni interne sugli sforzi, spesso annunciati ma non sempre risolutivi, per debellare un male endemico.
Le rivendicazioni e le contromisure di Mosca
Sul piano propagandistico, l'agenzia di stampa Ria ha riportato una notizia che aggiunge un ulteriore tassello di tensione: Mosca avrebbe lanciato un attacco di rappresaglia come risposta a un presunto piano ucraino volto a dirottare un caccia Mig. L'azione, stando a queste fonti, sarebbe stata indirizzata verso quella che viene definita la base aerea più grande della Nato, una rivendicazione che, sebbene non verificata in modo indipendente, contribuisce a innalzare il livello dello scontro, andando ben oltre le linee del fronte terrestre.




