Mps, Cimbri stronca Banco Bpm: “Innamorato disperato”, poche possibilità di successo
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Redazione Economia
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Milano – Una metafora d’amore, certo, ma dal sapore amaro per chi sperava in un lieto fine diverso. Carlo Cimbri, presidente di Unipol, non ha usato mezzi termini nel commentare l’assalto di Banco Bpm a Monte dei Paschi di Siena. A chi gli chiedeva, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto di acquisizione delle filiali Mps, della “lettera d’amore” di cui aveva parlato il collega Carlo Messina (ad di Intesa Sanpaolo), la risposta è stata una bordata secca: “Gli amori si costruiscono e non si improvvisano”.
La corte serrata di Piazza Meda, insomma, secondo il numero uno del colosso assicurativo, è destinata a rimanere senza risposta: si tratta, ha affondato Cimbri, di “tentativi di un innamorato disperato che hanno poca possibilità di successo”, specialmente se ci si limita a “recapitare una letterina” prima che arrivi qualcun altro.
Il risiko e le parole dei protagonisti
La guerra per il controllo della banca più antica del mondo, infatti, si è spostata improvvisamente su un piano ben più alto. Se Banco Bpm aveva proposto un dialogo industriale paritario, Intesa Sanpaolo ha alzato la posta in gioco con un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria totalitaria da circa 30,6 miliardi di euro, forte di un premio del 12,5% rispetto alle quotazioni precedenti.
Un’operazione che, come sottolineato anche dagli analisti di Barclays, cambia le carte in tavola in modo significativo: mentre per Intesa (e per Bper, che dovrebbe rilevare una fetta importante della rete) l’affare ha “senso finanziario e strategico”, per l’istituto guidato da Castagna la strada si fa improvvisamente in salita.
E non è solo Cimbri a bocciare le ambizioni di Piazza Meda: il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha promosso l’offerta concorrente, definendola un segnale positivo perché l’evoluzione del risiko bancario guarda a operazioni che “rafforzano la solidità delle banche” e “preservano il risparmio degli italiani”.
L’attesa per il vertice di Siena
Ora la palla passa al consiglio di amministrazione di Mps, chiamato a esaminare una prima valutazione delle due proposte. Una riunione, quella che si è aperta oggi, che rappresenta un crocevia delicatissimo per il futuro della banca senese. Da una parte, c’è un’offerta di mercato concreta, un’Opas che mette gli azionisti (tra cui il Tesoro e Francesco Gaetano Caltagirone) di fronte alla possibilità di aderire immediatamente a un corrispettivo certo. Dall’altra, un progetto di aggregazione ancora da definire nei dettagli, reso ancora più vulnerabile dalla controfferta a sorpresa di Intesa.
Cimbri, in questo contesto, ha già delineato il suo piano: se l’Opas di Intesa dovesse andare in porto, Unipol rileverà circa 635 filiali (una banca da 2 milioni di clienti) per poi fonderle con Bper, dando vita al “Banco Monte dei Paschi” e rafforzando la propria quota nell’istituto emiliano ben oltre il 40%.
Il nodo delle leadership e l’effetto mercato
C’è anche un capitolo che riguarda i vertici attuali di Rocca Salimbeni. Interrogato sul destino dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, Cimbri è stato cauto ma chiaro: “Non ho ancora avuto modo di confrontarmi con Luigi, ma intendo farlo presto di persona”, precisando che, “qualsiasi cosa deciderà di fare, avrò il piacere di confrontarmi con lui”. Una dichiarazione che lascia ancora aperti tutti gli scenari sulla governance futura.
Intanto, Piazza Affari ha già emesso il suo verdetto parziale: le azioni Mps volano (con un rialzo che ha sfiorato l’11%), scontando il premio dell’offerta, mentre Intesa cede terreno a causa dell’effetto diluitivo dell’aumento di capitale necessario per finanziare l’acquisizione. Banco Bpm, invece, accusa il colpo, arretrando in Borsa: il mercato, evidentemente, non crede molto nelle speranze di quell’“innamorato disperato” descritto con ironia tagliente dal presidente di Unipol.
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