Draghi all'europarlamento: l'europa deve fare uno sforzo comune

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mario Draghi, davanti all’Europarlamento, ha lanciato un monito che risuona come un campanello d’allarme per un’Europa ancora troppo abituata alla sua «zona di comfort». Presentando il Rapporto sulla competitività, l’ex presidente della Bce e ex premier italiano ha usato toni battaglieri, sottolineando come il vecchio continente non possa più permettersi di dire no a tutto: al debito pubblico, al mercato unico, alla creazione di un’unione dei mercati dei capitali. «Se si continua a rifiutare ogni proposta, allora bisogna ammettere di non essere in grado di rispettare i valori fondamentali su cui è stata costruita l’Unione Europea», ha affermato, lasciando intendere che l’inerzia rischia di minare le stesse fondamenta del progetto europeo.

Le parole di Draghi, che hanno fatto il giro del mondo, arrivano in un momento delicato per l’Ue, stretta tra la minaccia russa, le incertezze della politica americana e i nazionalismi interni. L’Europa, ha sottolineato, è più sola che mai e deve ritrovare in fretta unità e autonomia. Non mancano segnali positivi, ma sono timidi e insufficienti rispetto alle sfide che si prospettano. Il rischio è che, senza una leadership forte e una coesione politica, il vecchio continente perda ulteriore terreno rispetto a potenze come gli Stati Uniti, che stanno riducendo il loro tradizionale sostegno, e alla Russia, che continua a esercitare pressioni esterne.

Il richiamo di Draghi ricorda, per intensità e urgenza, il celebre «whatever it takes» pronunciato nel 2012 durante la crisi dell’euro. Allora, come oggi, l’Europa si trova di fronte a una scelta: agire con determinazione o rischiare di disgregarsi. L’ex presidente della Bce ha chiesto uno sforzo comune, un’azione politica coraggiosa che vada oltre le divisioni interne e le resistenze ideologiche. «Non si può dire no a tutto», ha ribadito, sottolineando come l’inerzia sia diventata un lusso che l’Europa non può più permettersi.

Il discorso di Draghi si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da eventi che hanno messo in luce le fragilità dell’Ue. Dalle dichiarazioni di James David Vance alla Conferenza di Monaco ai recenti attacchi verbali provenienti da Mosca, passando per l’intervento del presidente Sergio Mattarella durante la cerimonia di consegna del dottorato honoris causa all’Università di Aix-Marseille, emerge un quadro complesso e frammentato. L’Europa, ha osservato Draghi, deve serrare i ranghi e ritrovare un protagonismo che sembra essersi affievolito negli ultimi anni.

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