"Nessun dorma": Mattarella e Draghi lanciano l'allarme all'Europa
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Redazione Esteri
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La celebre aria pucciniana, evocata dal presidente Sergio Mattarella durante il simposio Cotec a Coimbra, non è rimasta confinata al teatro. "Potrebbe applicarsi alla nostra Unione", ha detto, trasformando quelle parole in un monito politico. L’Europa, secondo il capo dello Stato, non può permettersi di indugiare mentre il mondo cambia a ritmi frenetici, tra guerre commerciali, crisi energetiche e sfide tecnologiche. "Stare fermi non è più un’opzione", ha aggiunto, sottolineando l’urgenza di risposte concrete in materia di difesa, competitività e transizione energetica.
Accanto a lui, Mario Draghi ha parlato con una franchezza inusuale, delineando un quadro preoccupante. L’ex presidente del Consiglio ha definito "punto di rottura" l’attuale fase di erosione dell’ordine economico internazionale, minato da politiche unilaterali e dal declino del Wto, ormai "difficilmente reversibile". Senza citare esplicitamente Donald Trump, Draghi ha lasciato intendere che il ritorno del protezionismo statunitense rappresenta una cesura storica, destinata a segnare un prima e un dopo anche nel caso in cui si raggiungano compromessi sui dazi.
L’intervento di Draghi, che da mesi mantiene un profilo riservato, ha ribadito la necessità di un nuovo ordine europeo, capace di reagire alle pressioni esterne senza cedere alla frammentazione. Una posizione che sembra trovare eco nelle parole di Mattarella, il quale ha insistito sull’importanza di "agire insieme", evitando ritardi che rischiano di lasciare il continente in balia degli eventi.




