Chiesi compra KalVista per 1,9 miliardi di dollari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo sviluppo, che segna una svolta nelle strategie di espansione del gruppo emiliano, è stato formalizzato attraverso un’offerta pubblica di acquisto che propone agli azionisti dell’azienda americana 27 dollari per ogni azione in loro possesso. Questa cifra, interamente corrisposta in contanti, inCorpora un premio significativo rispetto alle recenti performance del Titolo e non è soggetta ad alcuna condizione di finanziamento, a testimonianza della solidità patrimoniale dell’acquirente. L’acquisizione, che rappresenta l’investimento più oneroso mai sostenuto da Chiesi nella sua storia, è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione delle due realtà e si prevede venga finalizzata entro il terzo trimestre del 2026, sebbene resti subordinata al via libera delle autorità regolatorie e al superamento delle consuete procedure di closing.

Il rafforzamento strategico nel settore delle malattie rare

Al cuore dell’operazione, che ha visto Chiesi affiancata dall’advisor Lazard e KalVista da Jefferies, non c’è solo l’espansione geografica – con una penetrazione sempre più profonda nel mercato statunitense – ma l’acquisizione di un asset terapeutico preciso: l’EKTERLY® (sebetralstat). Si tratta della prima terapia orale somministrabile al bisogno per il trattamento dell’angioedema ereditario (HAE), una patologia rara che causa episodi ricorrenti di gonfiore nei tessuti. L’inserimento di questo farmaco nel portafoglio di Chiesi Global Rare Diseases, la business unit già dedicata all’immunologia rara, colma un vuoto terapeutico fino a oggi lasciato aperto, offrendo un’alternativa concreta alle terapie iniettabili tradizionali che spesso rappresentavano un ostacolo per i pazienti.

I numeri e le prospettive industriali del gruppo di Parma

L’impegno economico profuso, pari quasi a 2 miliardi di dollari, assume una rilevanza ancora maggiore se inquadrato nel contesto dei risultati finanziari recentemente annunciati dal gruppo guidato da Jean-Marc Bellemin (che ricopre anche il ruolo di amministratore delegato ad interim). Chiesi, infatti, ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi consolidati pari a 3,6 miliardi di euro, facendo registrare un incremento dell’8,2% a tassi di cambio costanti rispetto all’anno precedente; un dato trainato soprattutto dalla divisione Rare, che ha visto i propri ricavi schizzare del 22,3%. Con una forza lavoro che si avvicina ormai alle 8mila unità, l’integrazione di KalVista non solo porta in dote un prodotto già lanciato nel luglio 2025 – e che da solo ha generato vendite per 49 milioni di dollari in pochi mesi – ma contribuisce concretamente all’ambizioso target strategico dell’azienda, che mira a toccare i 6 miliardi di euro di fatturato entro la fine del decennio.

Dettagli dell’offerta e meccanismi di esecuzione

Per procedere al delisting dal Nasdaq, Chiesi avvierà una tender offer finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie in circolazione. Il prezzo pattuito, stando ai documenti ufficiali, riflette un premio del 36% rispetto alla media ponderata dei volumi degli ultimi trenta giorni precedenti l’annuncio. La transazione prevede una struttura a due step: dopo il perfezionamento dell’offerta pubblica (condizionata all’adesione della maggioranza delle azioni), una fusione successiva permetterà il riassorbimento delle rimanenti azioni flottanti, garantendo così la piena titolarità del gruppo italiano su una delle molecole più promettenti nel panorama delle terapie orali per patologie genetiche. L’assistenza legale per KalVista è stata curata da Kirkland & Ellis, mentre per gli aspetti finanziari ha operato Centerview Partners.

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