Vicenza, caos a Campo Marzo: il Comune denuncia il tiktoker, Stefani attacca i social

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di sabato 3 ottobre a Vicenza è stato segnato da quello che le cronache locali hanno ormai ribattezzato come il caos di Campo Marzo. Un raduno lanciato sui social network dal tiktoker Hamza Messaf, conosciuto con il nome d'arte di "Ilvucumpra", ha richiamato centinaia di giovanissimi nell'area di viale Roma e del Park Verdi, degenerando in episodi di violenza, inseguimenti e danneggiamenti che hanno rapidamente assunto una risonanza nazionale.

La dinamica degli eventi e le conseguenze materiali

Secondo le ricostruzioni fornite dalle forze dell'ordine e dagli organi di stampa, l'influencer aveva annunciato attraverso un video pubblicato sul proprio profilo un appuntamento pomeridiano a Campo Marzo, presentandolo come una "aura battle", una sfida di carisma e presenza scenica con in palio capi di abbigliamento. All'invito hanno risposto in centinaia, con stime che variano dai 300 partecipanti indicati dalla questura al migliaio stimato da altre fonti, provenienti non soltanto dalla città berica ma dall'intero territorio veneto.

Quando la folla ha compreso che il tiktoker non aveva con sé tutti gli indumenti promessi, la situazione è precipitata: secondo diverse testimonianze, alcuni presenti avrebbero iniziato a spintonare e schiaffeggiare sia Messaf sia le persone che lo accompagnavano. L'influencer, inseguito da una parte dei ragazzi delusi, si sarebbe rifugiato all'interno della biglietteria del Park Verdi, dove aveva parcheggiato il proprio furgone, mentre all'esterno la tensione si sfogava contro le strutture del parcheggio.

I danni materiali hanno riguardato le sbarre d'ingresso dell'area di sosta interrata e un ascensore dell'impianto, con alcuni automobilisti che sono rimasti temporaneamente bloccati all'interno. Il Comune di Vicenza, attraverso una nota di Palazzo Trissino, ha precisato che non risultano danneggiati beni di proprietà comunale, chiarendo che i danneggiamenti hanno invece colpito il Park Verdi, struttura gestita da Magis Smart.

L'amministrazione ha già preso contatto con la società di gestione affinché proceda con la denuncia e la richiesta di risarcimento nei confronti dei responsabili. Sul posto è intervenuta la polizia locale di Vicenza, che sta ricostruendo l'accaduto per identificare coloro che si sono resi protagonisti degli atti vandalici.

L'azione legale del Comune e la posizione del sindaco

Il Comune di Vicenza ha dato mandato all'avvocatura comunale di procedere nei confronti di Hamza Messaf in relazione al raduno convocato attraverso i social network e agli episodi che ne sono seguiti. Il sindaco Giacomo Possamai ha spiegato le ragioni di questa scelta con parole nette: «Le regole valgono per tutti e questo deve valere anche quando un evento nasce sui social, viene promosso da una persona con un grande seguito e richiama in poche ore centinaia di ragazzi».

Il primo cittadino ha poi aggiunto che «non ci sono persone che, per la loro notorietà o per il numero dei loro follower, possono considerarsi al di sopra delle regole», sottolineando come l'amministrazione abbia scelto di agire «nelle sedi e con gli strumenti che abbiamo a disposizione, nel pieno rispetto della legge».

Possamai ha anche rivendicato la necessità per le istituzioni di assumersi la responsabilità di intervenire «quando una situazione produce conseguenze sulla città e sulla sua immagine», precisando che l'azione legale non nasce dalla constatazione di danni a beni comunali ma da un danno all'immagine della città.

Le reazioni politiche e il quadro normativo regionale

Sulla vicenda è intervenuto con durezza anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha ricollegato l'episodio alla necessità di limitare l'accesso ai social network per i minori di 14 anni. «Quanto è successo qualche giorno fa ci ricorda quanto sia fondamentale limitare l'utilizzo di social network sotto i 14 anni, queste sono nuove forme di schiavitù, di emulazione di atti violenti che non sono accettabili in un paese civile», ha dichiarato Stefani.

La posizione del governatore veneto non rappresenta un'affermazione estemporanea: nella primavera del 2026 la Regione Veneto ha depositato in Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa regionale che prevede il divieto dei social network e dei servizi di messaggistica istantanea per i minori di 14 anni, mentre tra i 14 e i 16 anni l'uso delle piattaforme sarebbe subordinato al consenso dei genitori o dei tutori legali.

Il testo, una volta approvato dal consiglio veneto, verrebbe trasmesso al Parlamento per l'incardinamento, riprendendo uno degli ultimi atti firmati da Stefani come deputato prima della sua elezione a Palazzo Balbi. Tra le novità previste dalla proposta figurano l'obbligo per i gestori delle piattaforme di dotarsi di sistemi per verificare l'età degli utenti attraverso l'autenticazione mediante carta d'identità elettronica e l'introduzione di sistemi di controllo parentale nei sistemi operativi installati.

Il profilo del tiktoker e il contesto del raduno

Hamza Messaf, 24 anni, è un content creator di origine marocchina nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, che sui social ha costruito un seguito complessivo superiore ai 500.000 follower, distribuiti principalmente su TikTok con l'account @ilvucumpra e con presenze significative anche su Instagram e YouTube.

Il suo nome d'arte nasce come scelta provocatoria: utilizzando un'espressione storicamente impiegata in modo dispregiativo verso i venditori ambulanti stranieri, Messaf ha trasformato lo stereotipo in un marchio riconoscibile nel panorama della street culture digitale. I suoi contenuti, caratterizzati da interviste ai passanti, sfide improvvisate nei parchi e nelle stazioni di Padova, Vicenza e Verona, nonché da sketch basati sui contrasti culturali e sulla vita di provincia, hanno un forte richiamo soprattutto tra il pubblico degli under 18.

L'evento di Campo Marzo rientrava nel trend delle "aura battle", sfide di personalità nate durante l'estate in America Latina e poi diffuse in Europa attraverso TikTok, nelle quali i partecipanti si confrontano a colpi di carisma e presenza scenica per stabilire chi possieda maggiore "aura".

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