Bangladesh, condanna a morte per l'ex premier Sheikh Hasina

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un tribunale speciale del Bangladesh ha emesso una sentenza capitale nei confronti di Sheikh Hasina, la quale è stata giudicata colpevole per la repressione delle proteste antigovernative che, nell'estate del 2024, insanguinarono il paese. La condanna a morte, decisa in un processo celebrato in contumacia poiché l'ex premier vive attualmente in esilio in India, conclude un iter giudiziario della durata di cinque mesi, focalizzato su accuse di crimini contro l'umanità. All'annuncio del verdetto, si sono levate esultanze sia tra il pubblico presente in aula sia tra i convenuti all'esterno del palazzo di giustizia, in un clima di forte tensione.

Le accuse del giudice Mozumder

Il giudice Golam Mortuza Mozumder, nel leggere le motivazioni della sentenza in un'aula di Dacca gremita di persone, ha dichiarato Hasina colpevole di tre distinti capi d'imputazione, che includono l'istigazione alla violenza, l'aver dato l'ordine di uccidere e l'essersi astenuta dall'intervenire per impedire che le atrocità si compissero. Secondo la ricostruzione del tribunale, la sua responsabilità diretta riguarda, in particolare, la sanguinosa repressione delle manifestazioni dell'anno scorso, episodi che – stando ai calcoli delle Nazioni Unite – provocarono non meno di millecinquecento vittime, in massima parte civili che partecipavano alle proteste.

La reazione dall'esilio

Pochi minuti dopo che la sentenza è stata resa pubblica, Sheikh Hasina ha reagito con durezza, attaccando frontalmente l'organo giudicante e definendo il verdetto come il prodotto «di un tribunale manipolato, installato e guidato da un governo illegittimo, privo di un mandato elettorale». Le sue parole, rilasciate da una località non specificata in India dove risiede, sottolineano una profonda frattura politica e gettando ulteriori ombre sulla stabilità del Bangladesh, un paese che continua a confrontarsi con un passato recente estremamente conflittuale.

Il contesto delle proteste del 2024

Le proteste antigovernative che hanno portato al processo e alla condanna dell'ex leader hanno segnato una delle pagine più buie della storia recente della nazione, caratterizzate da uno scontro particolarmente aspro tra i dimostranti e le forze di sicurezza. La violenza di quei giorni, che portò alla perdita di un numero così elevato di vite umane, ha rappresentato il culmine di una crisi politica prolungata, le cui conseguenze giudiziarie, come dimostra questo epilogo, continuano a svilupparsi e a influenzare il panorama nazionale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.