Leonardo Maria Del Vecchio, il rampollo che punta all'editoria italiana
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Redazione Economia
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La scelta, dopo il tentativo andato a vuoto su Gedi, non poteva che apparire in controtendenza e strategicamente definita. Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del fondatore di EssilorLuxottica e destinatario di una cospicua fetta dell'eredità, entra con decisione nel settore dei media nazionali, tracciando una rotta che coniuga ambizione imprenditoriale e una precisa visione. La sua LMDV Capital, infatti, ha siglato un accordo per l'acquisizione del trenta per cento del "Giornale", affiancando in questo percorso il deputato Antonio Angelucci, editore di riferimento. L'operazione, del valore di circa trenta milioni di euro, si pone come il primo, significativo tassello di un mosaico più ampio e articolato, che mira a costruire un polo editoriale di peso nel panorama italiano.
Una strategia articolata oltre la partecipazione
L'ingresso nel quotidiano di via Gaetano Negri, come specificato dalla sua holding, non si configura come un mero investimento finanziario ma intende sostenere e rafforzare il progetto industriale del giornale, con un'attenzione particolare allo sviluppo digitale, considerato un pilastro imprescindibile per il futuro. Questo approccio, che dichiara esplicitamente di voler preservare l'autonomia e la linea editoriale della testata, svela una metodologia che va oltre la pura acquisizione di quote, proponendosi piuttosto come un partner per una crescita strutturale. Un modello, questo, che potrebbe essere replicato in altri contesti, come lascia intendere il contemporaneo avanzare di trattative per un asset di ben altra portata.
La trattativa in corso per il Quotidiano Nazionale
Parallelamente all'acquisizione nel "Giornale", Del Vecchio ha infatti avviato un negoziato in esclusiva per assumere il controllo del gruppo Monrif, editore del Quotidiano Nazionale. Un'operazione che, se portata a compimento, rappresenterebbe un vero e proprio salto di scala, consegnando nelle mani dell'erede di Luxottica un portafoglio di testate storiche e radicate su diversi territori nazionali, da "Il Resto del Carlino" a "La Nazione", fino a "Il Giorno". La possibile fusione tra queste realtà e il già acquisito "Giornale" disegnerebbe una mappa editoriale di prim'ordine, in grado di competere con i grandi gruppi del settore.
Innovazione e centralità del giornalismo
Il filo rosso che unisce questi movimenti, a dispetto della rapidità con cui si stanno susseguendo, sembra essere una dichiarata volontà di puntare sull'innovazione tecnologica senza abdicare alla centralità del lavoro redazionale. Una sfida complessa, quella di conciliare le esigenze di un mercato in profonda trasformazione con la qualità dell'informazione, che Del Vecchio ha deciso di affrontare da protagonista. La sua discesa in campo, dopo la mancata intesa con John Elkann per i giornali di Gedi, modifica dunque gli equilibri del sistema mediatico italiano, introducendo un nuovo attore determinato a ritagliarsi uno spazio da editore.




