Attacchi russi in Ucraina, raid su Cherkasy e Kramatorsk: vittime e feriti tra i civili
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Redazione Esteri
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Non si ferma la strategia di Mosca di colpire le infrastrutture civili e le aree residenziali ucraine, una pratica che continua a mietere vittime tra la popolazione. Nella sola notte tra il 13 e il 14 agosto, le forze armate russe hanno lanciato un massiccio attacco con droni e bombe aeree su diverse regioni del Paese, con un bilancio provvisorio che parla di almeno tre vittime e decine di feriti in tre distinti episodi verificatisi a Cherkasy, Kramatorsk e Sumy.
Il raid su Smila, nella regione di Cherkasy
Uno degli attacchi più gravi si è consumato a Smila, città della regione centrale di Cherkasy, dove un drone russo si è abbattuto contro un condominio di nove piani, causando un incendio che si è sviluppato su diversi piani dell'edificio. Le squadre di emergenza e i vigili del fuoco sono intervenuti prontamente per domare le fiamme e mettere in salvo i residenti, con il capo dell'amministrazione militare regionale di Cherkasy, Ihor Taburets, che ha confermato che i paramedici hanno prestato assistenza a cinque persone ferite, le quali hanno però rifiutato il ricovero in ospedale.
Taburets ha aggiunto che i residenti dell'appartamento che si trovava al centro dell'impatto non erano in casa al momento dell'attacco, circostanza che ha probabilmente evitato un numero ancora più elevato di vittime. L'attacco, che rientra in una più ampia offensiva notturna, ha danneggiato in modo significativo una delle sezioni del palazzo, confermando la scelta russa di colpire obiettivi civili anche in zone non direttamente sulla linea del fronte.
La strage a Kramatorsk e il bilancio di 17 feriti
Gravi danni e vittime si registrano anche a Kramatorsk, nell'Ucraina orientale, dove l'esercito russo ha sganciato sei bombe aeree sulla città durante la notte, provocando il crollo delle strutture dal primo al sesto piano di un condominio di dieci piani. L'amministrazione militare regionale ucraina ha reso noto che almeno una persona è rimasta uccisa e quindici sono rimaste ferite a seguito dei bombardamenti che hanno colpito la comunità di Kramatorsk e la vicina località di Bilenke per ben otto volte.
Il presidente Volodymyr Zelensky, tramite un post su Facebook, ha poi aggiornato il numero dei feriti a 16, parlando di un attacco che ha causato il crollo di una sezione dell'edificio residenziale. Le autorità locali, come il capo dell'amministrazione militare Vadym Filachkine, hanno invitato la popolazione a evacuare verso regioni più sicure, mentre i vigili del fuoco combattevano contro un vasto incendio sviluppatosi tra le macerie e le abitazioni private colpite.
L'attacco mirato a Sumy: vittime tra cui un bambino
Un altro episodio tragico si è verificato nell'oblast di Sumy, al confine nord-orientale del Paese, dove un attacco con droni a reazione ha colpito in modo mirato un'abitazione privata nella comunità di Buryn, uccidendo una donna di 29 anni e il figlio di nove anni. Il doppio attacco del nemico, come è stato definito dalle fonti locali, ha causato la morte immediata della madre e del bambino, mentre altre quattro persone sono rimaste ferite, tra cui il padre e la nonna del ragazzo, ricoverati in ospedale con gravi ustioni.
La polizia nazionale ucraina ha riferito che gli attacchi hanno colpito ben 28 località della regione, danneggiando abitazioni, veicoli e infrastrutture civili come magazzini e reti elettriche. I tre episodi, avvenuti a poche ore di distanza l'uno dall'altro, rappresentano l'ennesima ondata di violenza che ha colpito duramente i civili, spingendo il presidente Zelensky a dichiarare che i missili, le bombe e i droni russi possono essere fermati non nei cieli ucraini, ma nella fase di produzione, sottolineando la necessità di agire sulle catene di approvvigionamento di componenti stranieri.
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