L’accordo Ue-Mercosur entrerà in vigore in via provvisoria a maggio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’iter che porterà all’applicazione concreta del trattato commerciale tra Unione europea e Mercosur ha superato l’ultimo scoglio procedurale. La Commissione europea ha notificato formalmente ai Paesi sudamericani – Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay – lo strumento di applicazione provvisoria dell’accordo interinale, un passaggio tecnico ma decisivo che arriva a distanza di oltre venticinque anni dall’avvio dei negoziati. A confermarlo è stata la stessa Commissione nella giornata di lunedì 23 marzo, specificando che l’invio della nota verbale al Paraguay, che nel blocco ricopre il ruolo di depositario legale dei trattati, rappresenta l’atto finale necessario per l’operatività dell’intesa. Bruxelles ha quindi dato seguito alla decisione assunta dal Consiglio Ue lo scorso 9 gennaio, allineando i tempi amministrativi a quelli politici.

Le procedure di ratifica e l’avvio il primo maggio

L’applicazione provvisoria scatterà a partire dal primo maggio, una data che deriva dal conteggio previsto dal protocollo: l’accordo diventa esecutivo il primo giorno del secondo mese successivo all’ultima notifica tra le parti. Argentina, Brasile e Uruguay hanno già completato i propri iter di ratifica, mentre per il Paraguay, che pure ha recentemente approvato l’intesa, si attende a breve la comunicazione ufficiale. L’entrata in vigore in forma provvisoria riguarda esclusivamente la parte commerciale del più ampio accordo di associazione, quella cioè che rientra nelle competenze esclusive comunitarie. Per questo motivo, a differenza delle disposizioni relative alla cooperazione politica e al dialogo strutturato – che richiederanno il via libera dei parlamenti nazionali dei Ventisette – il capitolo sugli scambi ha potuto seguire un percorso più rapido, sebbene resti subordinato al futuro pronunciamento del Parlamento Europeo.

Riduzione dei dazi e tutele per i settori sensibili

Con l’applicazione provvisoria si concretizza l’eliminazione immediata di una quota significativa dei dazi doganali, un meccanismo che secondo la Commissione renderà più prevedibili le condizioni per gli scambi e gli investimenti in un mercato complessivo di oltre settecento milioni di consumatori. L’intesa, firmata a gennaio dopo un quarto di secolo di trattative, liberalizza oltre il 90 per cento delle merci, con un impatto diretto su settori come quello automobilistico, farmaceutico e tessile per l’export europeo, mentre per i prodotti in arrivo dal Sudamerica la priorità riguarda carni, pollame e zucchero. Restano però in vigore meccanismi di salvaguardia a protezione del comparto agricolo europeo, il più esposto alla concorrenza internazionale: per le filiere considerate sensibili – come la carne bovina – sono previsti contingenti tariffari controllati, oltre alla possibilità per Bruxelles di ripristinare temporaneamente i dazi qualora si verifichino aumenti repentini delle importazioni o cali dei prezzi oltre determinate soglie. Una clausola, questa, fortemente volata da quelle capitali che durante i negoziati avevano espresso riserve sull’impatto del trattato sulle produzioni locali.

La dimensione geopolitica e la cooperazione su clima e lavoro

Oltre alla componente tariffaria, l’intesa include un capitolo dedicato alla cooperazione rafforzata su temi globali, con particolare attenzione ai diritti dei lavoratori e alla lotta al cambiamento climatico. Per Bruxelles, che considera l’operazione una risposta strategica alle tensioni commerciali globali e alla necessità di diversificare le catene di approvvigionamento, l’applicazione provvisoria rappresenta anche un banco di prova per la credibilità dell’Unione come partner affidabile in un contesto internazionale in rapido mutamento, quello del secondo mandato di Trump alla Casa Bianca. Restano però aperte le cautele legate al rispetto degli standard ambientali e sanitari, con le organizzazioni sindacali che hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di un osservatorio permanente per monitorare gli effetti dell’accordo sulle condizioni occupazionali e sulla salubrità dei prodotti importati.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.