I sindaci dal Papa: la politica deve combattere la piaga dell'azzardo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una delegazione di amministratori locali ha incontrato in Vaticano Papa Leone XIV, in un’udienza che ha toccato temi cruciali per la vita quotidiana delle città. L’incontro, al quale hanno partecipato i primi cittadini dei capoluoghi liguri insieme a rappresentanti dell’Anci di altre regioni, tra cui il presidente di Anci Veneto Mario Conte, è ruotato attorno alle responsabilità di chi governa il territorio. Il presidente di Anci Liguria, Pierluigi Peracchini, nel rivolgersi al Pontefice, ha sottolineato l’impegno degli amministratori, chiedendo che “Lei non dimentichi le nostre fatiche nelle sue intenzioni” ed esprimendo l’auspicio di una sua visita in Liguria. I partecipanti hanno definito il colloquio un momento di profonda riflessione istituzionale, dal quale è emersa con forza la necessità che la politica si faccia carico della promozione della pace sociale, contrastando le divisioni e le nuove povertà.

Un monito chiaro sui rischi sociali

Al centro del dialogo, che ha visto la presenza, tra gli altri, del sindaco di Imperia Claudio Scajola, della sindaca di Genova Silvia Salis e del presidente del Cal Liguria Pierangelo Olivieri, è stato posto il drammatico fenomeno del gioco d’azzardo. Il Papa lo ha definito senza mezzi termini “una piaga”, evidenziandone la portata non solo economica ma soprattutto educativa, oltre che l’impatto devastante sulla salute mentale dei cittadini e sul tessuto di fiducia che regge le comunità. Secondo i dati citati, che riprendono il Rapporto Caritas, il fenomeno ha registrato un incremento del 349% in quasi due decenni, configurandosi come un’emergenza nazionale. L’allarme è stato lanciato in particolare per quelle regioni dove i redditi sono mediamente più bassi, luoghi in cui, come è stato sottolineato, si scommette e si perde una percentuale maggiore delle proprie risorse, innescando un circolo vizioso di indebitamento ed esclusione.

Le responsabilità delle istituzioni locali

La discussione ha naturalmente portato a interrogarsi sul ruolo che gli enti locali possono e devono svolgere in questa complessa partita. L’invito rivolto agli amministratori è stato quello di non sottovalutare il problema, spesso trattato come una semplice fonte di gettito, ma di riconoscerne la natura sociale e patologica. La politica, è stato il senso del confronto, ha il dovere di farsi carico di queste fragilità, promuovendo azioni concrete di prevenzione e di sostegno. Si è parlato, in generale, delle tante forme di marginalità che attraversano i centri urbani e i paesi, e di come la sfida per i sindaci sia proprio quella di preservare la coesione sociale, garantendo che nessuno rimanga indietro. Un compito reso ancora più difficile dalla crisi economica e dalle tensioni che caratterizzano il periodo attuale.

Oltre l’emergenza: la visione per il futuro

L’udienza, coordinata dal direttore generale Pierluigi Vinai, è andata oltre la denuncia di un’emergenza, configurandosi come un momento di confronto alto sui valori che dovrebbero guidare l’azione amministrativa. Le parole di incoraggiamento rivolte dal Pontefice ai presenti hanno toccato il cuore di una missione che, come ricordato da Mario Conte, comporta responsabilità gravose esercitate quotidianamente. La speranza, emersa dalle dichiarazioni dei partecipanti, è che questo dialogo tra istituzioni civili e spirituali possa tradursi in una rinnovata attenzione alle persone, soprattutto alle più vulnerabili. La lotta all’azzardo, in quest’ottica, non è che il simbolo di una battaglia più ampia per la dignità delle persone e per una società più giusta, obiettivi che richiedono uno sforzo congiunto e una visione che guardi lontano.

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