The Echo Chamber, l’ultima sceneggiatura di Bertolucci diventa un film con Marinelli, Vikander e Sarandon
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono state diffuse poche ore fa le prime immagini ufficiali di The Echo Chamber, l’opera che riporta sul grande schermo – in una veste inedita e profondamente intima – l’ultimo soggetto firmato da Bernardo Bertolucci. Il maestro, com’è ormai noto, ha lasciato la sua impronta su questa storia d’amore tossico insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, prima di affidarla nelle mani del regista Andrea Pallaoro. Quest’ultimo – attivo da anni tra Los Angeles e New York e considerato una delle voci più originali del cinema italiano contemporaneo grazie a film come Medeas, Hannah e Monica – ha deciso di trasformare quelle pagine in un dramma da camera incentrato su relazioni complesse, dove la tensione emotiva sembra prevalere sulla trama esteriore.
Un cast da premio Oscar per l’addio al cinema di Bertolucci
A dare a questa vicenda, che ruota attorno al rapporto tra Leo e Anne, ci pensa un trio d’eccezione: Luca Marinelli (reduce dal successo internazionale) si trova a condividere il set con Alicia Vikander e Susan Sarandon, entrambe in possesso di una statuetta dell’Academy. La loro presenza, insieme al fatto che si tratti dell’ultima sceneggiatura scritta da Bertolucci prima della scomparsa, ha trasformato *The Echo Chamber* in un evento cinematografico molto atteso, ancor prima di vederne un fotogramma. Nelle immagini svelate oggi – si legge nella nota di presentazione – si intravede già l’atmosfera che Pallaoro ha voluto costruire: sospesa tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo.
“Leo e Anne si cercano senza riuscire a liberarsi”: la trama del film
La struttura narrativa, come spesso accade nei lavori di Pallaoro, si concentra quasi esclusivamente sulle psicologie dei personaggi; non a caso la sinossi ufficiale descrive Leo e Anne come due individui che “si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano”, bloccati in un legame da cui non riescono a separarsi né tantomeno a guarire. A fare da contrappunto alla loro vicenda – e forse da chiave di lettura – interviene la voce di Ava, interpretata dalla Sarandon; quest’ultima, stando a quanto anticipato, attraversa il tempo della narrazione “lasciando affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto”. In altre parole, ci si trova davanti a un melò d’autore, rarefatto e claustrofobico, dove gli spazi chiusi (le camere dell’eco a cui allude il titolo) amplificano le pulsioni dei protagonisti.
Una coproduzione italo-belga con un comparto tecnico di altissimo livello
Alle spalle del progetto c’è una solida macchina produttiva: *The Echo Chamber* è infatti una coproduzione tra l’Italia e il Belgio, con Indigo Film e Rai Cinema da una parte, e Versus in associazione con O’brother Distribution dall’altra. La regia è di Pallaoro, che ha voluto al suo fianco il direttore della fotografia Diego Garçia, la montatrice Paola Freddi e il compositore Clément Ducol, già noto per le atmosfere sofisticate delle sue colonne sonore. Per quanto riguarda la distribuzione, in Italia il film sarà portato al cinema da 01 Distribution, mentre le vendite internazionali – essendo un titolo pensato per un pubblico globale – sono state affidate a Paradise City Sales in collaborazione con UTA per il mercato nordamericano. L’intera operazione, va detto, ha ricevuto il sostegno del ministero della Cultura, della Regione Lazio e del programma Creative Europe Media, il che la dice lunga sull’importanza attribuita al lascito artistico di Bertolucci.
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