Venezia 83, Susan Sarandon e Luca Marinelli sul red carpet per 'The Echo Chamber' con l'ultima sceneggiatura di Bertolucci

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un completo scuro, giacca e pantalone, con una camicia bianca e occhiali neri, e una bandana rossa al collo a dare un tocco di colore: così la leggendaria Susan Sarandon è arrivata alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia per presentare 'The Echo Chamber', opera in Concorso di Andrea Pallaoro. Insieme all'attrice premio Oscar e al regista, sono approdati alla darsena del Palazzo del Casinò gli attori Alicia Vikander, che ha scelto un outfit chiaro composto da gonna corta e canottiera con balze e merletti, e Luca Marinelli, con jeans bianchi e giacca color crema.

L'arrivo in barca al Lido ha segnato l'inizio della conferenza stampa del dramma romantico, che ha subito catalizzato l'attenzione per la sua genesi particolare: la pellicola, infatti, è basata sull'ultima sceneggiatura firmata da Bernardo Bertolucci, scritta prima della sua scomparsa nel 2018 assieme alle sceneggiatrici Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.

L'eredità di Bertolucci e il "film di fantasmi"

Il regista Andrea Pallaoro, 44 anni, originario del Trentino e ormai di fatto "americano" per la sua formazione e carriera negli Stati Uniti, ha raccolto un compito ingombrante quanto affascinante. "Ereditare l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci è sicuramente una grande responsabilità", ha dichiarato Pallaoro ai giornalisti nel Palazzo del Casinò, affiancato dal cast d'eccezione.

La sceneggiatura, rimasta a lungo sospesa dopo la morte del maestro, racconta la storia di un uomo e una donna che abitano lo stesso appartamento londinese senza riuscire a incontrarsi davvero, quasi senza conoscersi fino in fondo. Bertolucci stesso, come hanno rivelato le sceneggiatrici, ripeteva di pensare a quest'opera come a un "film di fantasmi", un'idea che ha permeato l'intero progetto.

Pallaoro ha spiegato che il modo per onorare l'essenza del grande regista era quello di lasciare che la sceneggiatura filtra attraverso la sua personale sensibilità, proteggendo al contempo la visione di tutti gli artisti coinvolti, e ha sottolineato come le tematiche del soggetto – l'identità dell'individuo e della coppia, le sfumature dell'amore, il confine tra cura e controllo – siano profondamente vicine al suo cinema.

Un cast stellare tra dipendenze e relazioni disfunzionali

Al centro della narrazione di 'The Echo Chamber' ci sono Leo, un discografico interpretato da Luca Marinelli, e Anne, una fisioterapista cui presta il volto Alicia Vikander. La loro relazione è un'estenuante altalena di inseguimenti, sfioramenti e perdite, in cui i confini tra amore e dipendenza diventano labili. Leo è tormentato da un dolore cronico alla schiena che lo rende dipendente dalle pillole che Anne, in un gioco di potere e manipolazione, gli somministra.

A complicare il quadro, la figura di Ava, una cantante interpretata da Susan Sarandon, che irrompe nella vita del produttore per lavorare a un nuovo album, portando con sé il peso di un passato e diventando un ulteriore tassello in questa complessa dinamica emotiva. Lo stesso appartamento, con le sue stanze ampie e silenziose, diventa una sorta di prigione dorata e rifugio, amplificando l'eco di sentimenti non detti e di una solitudine profonda che i personaggi cercano di colmare senza mai riuscirvi davvero.

Le prime reazioni e l'impatto mediatico al Lido

La presenza del trio di attori ha reso la proiezione in concorso uno degli appuntamenti più attesi della giornata. Oltre all'arrivo sul red carpet, Susan Sarandon ha catturato i riflettori anche per un gesto politico: l'attrice, nota per il suo attivismo, ha sfilato indossando una spilletta del collettivo 'Artists4Ceasefire' per chiedere un cessate il fuoco permanente a Gaza. Le prime recensioni della stampa, tuttavia, hanno dipinto un quadro contrastante dell'opera di Pallaoro.

Se da un lato si elogia la raffinata estetica del regista, la fotografia incantevole e la prova attoriale, in particolare la performance dolente e nervosa di Luca Marinelli, dall'altro si sottolinea una certa freddezza narrativa. Il film è stato definito da alcuni critici come un'opera "lenta, faticosa", che costruisce un muro con lo spettatore attraverso lunghi silenzi e una struttura ellittica che rischia di apparire autoreferenziale.

La sensazione, per molti, è che 'The Echo Chamber', pur essendo un prodotto di impeccabile fattura e portando con sé il peso della memoria di Bertolucci, fatiche a trovare una sua anima, rimanendo un'operazione più formale che emozionalmente coinvolgente. L'episodio di un unicorno che ha fatto irruzione sul red carpet durante le foto ufficiali ha poi offerto un momento di leggerezza in una giornata altrimenti dominata da toni intensi e malinconici.

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