Auto elettriche, decollo o tracollo?
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Redazione Economia
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Il mercato delle auto elettriche in Italia sembra stentare a decollare. Nonostante le scadenze imposte dalla Commissione Europea siano dietro l'angolo, il settore non ha ancora raggiunto i risultati sperati. Più che un decollo, si può parlare di un tracollo. Le case automobilistiche europee sono in affanno nel tentativo di rispettare le scadenze imposte dall'Unione Europea nella sua roadmap verso l'addio a diesel e benzina. Oltre alla data fatidica del 2035, quando nel mercato potranno essere immessi solo veicoli elettrici, c'è un altro target di medio termine che incombe sul settore e che sta spaventando più di un'azienda. Secondo le disposizioni di Bruxelles, entro la fine del 2025 si dovranno ridurre le emissioni medie di CO2 di auto e furgoni del 15% rispetto ai livelli del 2021.
Nel frattempo, emergono storie curiose come quella della bambina che ha inviato una lettera al boss di Barilla suggerendo una pasta a forma di tappo di pennarello in modo che il sugo resti incastrato dentro. Barilla ha accolto la proposta e ha inviato alla bambina il risultato dei test. Dubito che verrà mai commercializzata, e probabilmente non era questo lo scopo. A pensar male si fa peccato, ma sembra cercassero la storia perfetta per un po' di pubblicità gratis. E l'hanno trovata.
In un altro episodio, alcuni turisti vietnamiti sono saliti sul Cervino in scarpe da ginnastica e pantaloni leggeri. Non meritavano di essere lasciati lassù, però insomma...
Nel frattempo, Putin minaccia l'utilizzo della bomba atomica. L'ipocrisia dei Landini boys è evidente: tifavano green, ora frignano per la morte dell'auto. Siamo nel tempo dei grandi ripensamenti e delle grandi improntitudini: rinnegare quanto predicato fino al giorno prima senza fare una piega. Le grandi improntitudini nel costume comunista si chiamano "contrordine, compagni!" e si declinano alla maniera sovietica: "Dove avete sbagliato, cittadini?".




